La Contro-Rivoluzione in azione

  Seminario FC 2010 Dopo aver esaminato le tappe storiche principali del processo rivoluzionario in atto da cinque secoli, dalle più remote a quelle più attuali, ed aver delineato i principi della Contro-Rivoluzione, il Seminario 2010 di Fraternità Cattolica è dedicato all’azione contro-rivoluzionaria. Chi è il contro-rivoluzionario, come si forma, come combatte e quali armi deve usare per opporsi e contrastare l’intossicazione che corrode dall’interno la cultura e la società occidentali, nella quale egli stesso vive ed opera, nel tentativo di cancellare ogni traccia di quell’ordine naturale fondamento dell’uomo e dei corpi sociali che ne permettono la vita e lo sviluppo. Cosa deve fare oggi che trovi dentro di sé la vocazione alla difesa della Tradizione  in nome della Verità, chi senta urgente di offrire i propri talenti, il proprio tempo, la propria condotta di vita, dalle piccole alle grandi scelte, per restaurare la civiltà del diritto naturale e cristiano, per instaurare omnia…

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2014

anno  8° Numeri pubblicati:   LN 72 Gennaio 2014 Due Sicilie: Maria Cristina, la regina di Napoli beata Due Sicilie: Carditello diventerà un carrozzone politico? Aborto: dagli USA alla Francia, come cresce la reazione   LN 73 Febbraio 2014 Sud: il paese reale in movimento e gli ideologi immobili Storia: come i liberali conquistarono la camorra all’unità d’Italia Comprasud: facciamo rinascere il Sigaro Napoletano, firma l’appello Formazione: il seminario 2014 di Fraternità Cattolica   LN 74 Marzo 2014 Storia: operazione verità sul Sud, lettera senza risposta alla Boldrini Cultura: Adriana Dragoni, Lo spazio a 4 dimensioni nell’arte napoletana Due Sicilie: dona il 5xmille alla Fondazione Il Giglio, ora si può   LN 75 Aprile 2014 Sud: le stanche lezioni di Galasso. meridionalisti, sudisti , opportunisti… Formazione: “Economia e storia”, incontri alla Fondazione Il Giglio Tradizione: da maggio nuova Messa tridentina a Napoli Portogallo: 40 anni dopo, il disastro della “Rivoluzione…

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Alle radici della nostra crisi

Seminario FC 2006 Le molteplici forme di negazione e di disgregazione che caratterizzano la società e la cultura del nostro tempo sono diversi aspetti di un unico processo che condiziona ormai da cinque secoli la storia dell’Occidente: la Rivoluzione. Tale processo, adattando la propria marcia ai tempi e ai luoghi in cui si va svolgendo, ha l’unico obiettivo di cancellare quell’ordine naturale che è inscritto nelle cose e nell’uomo, per costruire “un mondo e un uomo nuovi”. «Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale […]. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l’autorità; talvolta l’autorità senza la libertà. […] Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che noi non esitiamo ad additare come i principali responsabili della minaccia…

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Per la memoria, contro l’oblio – Gli Eroi del Volturno

      I fascicoli rilegati raccolgono le relazioni tenute ai Convegni di Capua “Gli Eroi del Volturno”, curati dall’Editoriale Il Giglio dal 2002 al 2007 Ogni fascicolo rilegato (formato A4) € 6,00         ottobre 2002 Gli Eroi del Volturno Cronologia della battaglia del Volturno Eroi sconosciuti – di Gennaro De Crescenzo Memoria storica e bene comune – di Giovanni Turco Brani scelti da La conquista del Sud   ……………………………….. ottobre 2003 Gli Eroi del Volturno La storia da riscrivere: la battaglia del Volturno – di Francesco Maurizio Di Giovine La memoria storica e la nostra identità – di Gennaro del Crescenzo Biografie degli Eroi del Volturno immagini e testi   ……………………………….. ottobre 2004 La politica come testimonianza Carlo I d’Asburgo: soldato, imperatore, santo – di Francesco Maurizio Di Giovine Francesco II di Borbone: l’onore delle Due Sicilie – di Gennaro De Crescenzo   ……………………………….. ottobre 2005 Dopo il Volturno: brigantaggio e emigrazione…

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“Facite ammuina”

È uno dei luoghi comuni più ripetuti, molto gradito a giornalisti e politici. Di questo preteso articolo del regolamento della Marina borbonica circolano addirittura fotocopie. E c’è chi si compiace di esporle. Dal quotidiano Il Mattino riproduciamo la risposta fornita dal giornalista e saggista Gigi di Fiore ad un lettore che chiedeva l’origine del falso: «La leggenda del “facite ammuina” è uno dei tanti falsi sul Regno borbonico, nati negli anni successivi all’unificazione. Falsi denigratori, poi diventati “verità”, seppure mai verificata. Ecco come nacque una regola totalmente inventata, di cui si dava addirittura il numero dell’articolo (il 27 del Regolamento della Marina borbonica). Un ufficiale di Marina napoletano, Federico Cafiero (1807-1889), pessimo elemento da accenti macchiettistici, passato con l’esercito piemontese subito dopo lo sbarco di Garibaldi, era a bordo della sua nave con l’equipaggio e dormiva. Arrivò un’improvvisa ispezione, che trovò il comandante immerso nei suoi sogni e la nave…

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“Il governo della negazione di Dio”

Il regime carcerario nel Regno delle Due Sicilie costituì uno degli argomenti di punta della propaganda liberale in tutta Europa. Proprio sulle carceri il politico inglese William Ewart Gladstone (1809-1858) costruì una gigantesca operazione di disinformazione. Fu lui a rendere famosa l’espressione “la negazione di Dio eretta a sistema di governo”, riferita al governo borbonico e probabilmente presa a prestito in Italia da un giornalista liberale, che fece il giro d’Europa ed ancora viene citata nei testi scolastici, dai sillabari ai manuali universitari. L’espressione è contenuta in due lettere scritte nel 1851 da Gladstone al leader liberale britannico George Hamilton Gordon, Lord of Aberdeen (1784-1860) [cfr. Two letters to the earl of Aberdeen on the state prosecutions of the Neapolitan government, second edition, published by Mr. Murray, London 1851]. In realtà nel 1850-51 Gladstone compì un breve viaggio in Italia e fu anche a Napoli, ma non si recò nelle…

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La Camorra e l’unità d’Italia

Nel Regno delle Due Sicilie l’ambito di influenza della camorra, una organizzazione criminale segreta probabilmente giunta a Napoli dalla Spagna, con caratteristiche di setta, era limitata ai detenuti nelle carceri, al gioco d’azzardo ed alla prostituzione. In tali ambienti la camorra imponeva il pagamento di tangenti. L’organizzazione criminale era perseguita dalla polizia borbonica, che inviava i camorristi al confino ed in colonie penali come quella in funzione alle isole Tremiti. Fu grazie all’alleanza con i liberali unitari ed al contributo decisivo dato alla conquista piemontese dell’ex Regno delle Due Sicilie che la camorra compì il salto di qualità decisivo, entrando nella polizia e negli apparati dello Stato. Tale processo fu avviato dal liberale e massone Liborio Romano (1793-1867), ultimo ministro di polizia del Re Francesco II di Borbone nel governo costituzionale del 1860, ma agente di Cavour, e poi primo ministro degli Interni di Garibaldi, dopo il suo ingresso a…

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Eroi – Emile de Christen: un cavaliere al servizio di Francesco II

Vi sono personaggi poco o nulla conosciuti, o relegati a ruoli minori dalla narrazione storica, che invece meriterebbero ben altri onori perché hanno speso la propria vita per ideali che travalicano l’importanza degli stessi avvenimenti di cui sono stati protagonisti.  Come coloro che, in ogni tempo, combatterono guerre che non li avrebbero coinvolti se essi stessi non avessero scelto liberamente di mettere il proprio valore al servizio di una causa e di una fede. Non di mercenari si parla, naturalmente, ma di cavalieri, perché proprio con la Cavalleria medioevale nasce la nobile figura del soldato che combatte, non per offendere o depredare, ma per difendere ed onorare il sacro giuramento fatto in nome della Giustizia. Il cavaliere doveva essere valoroso in battaglia e possedere coraggio ed abilità, ma doveva essere anche generoso, disinteressato, fedele e pio. Investito in nome di San Michele e San Giorgio,dopo una veglia d’armi trascorsa in…

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L’economia del Regno

Il mito di un Regno delle Due Sicilie essenzialmente agricolo, con un’industria appena nascente, in grave ritardo rispetto al resto d’Europa a causa della miseria diffusa e della paralizzante burocrazia borbonica, resiste caparbiamente nonostante sia stato più volte clamorosamente smentito dalla ricerca storica d’archivio, di cui il libro del prof. Gennaro De Crescenzo, Le industrie del Regno di Napoli, è un esempio prezioso. In realtà, l’economia del Regno era più che florida e in particolare l’industria era ad un livello tutt’altro che iniziale, raggiungendo in alcuni settori punte d’eccellenza, per qualità e quantità di prodotti. Industria Il Regno napoletano era il terzo Paese più industrializzato, con un comparto artigianato-industria-servizi-terziario che occupava circa un milione e duecentomila addetti. Un solo nome basti ad indicare il livello tecnologico raggiunto nel settore metalmeccanico: Pietrarsa. Le sue officine davano lavoro a 1050 operai quando l’Ansaldo di Genova ne contava soltanto 480 e la Fiat…

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Contro Garibaldi

  Gennaro De Crescenzo Contro Garibaldi. Appunti per demolire il mito di un nemico del Sud prima edizione 2006 – ristampa 2013 pagine 104 € 10,00 – sconto Soci 30%     Un Paese privo di identità nazionale, senza simboli comuni e riconosciuti da tutti gli abitanti, ha bisogno di miti. Quello dell’ “eroe dei due mondi” fu il prodotto della storiografia risorgimentale, espressione di quella piccola minoranza ideologica che unificò con la forza e l’inganno l’Italia. Usurato dal tempo, incapace di suscitare entusiasmi, ma ormai fissato definitivamente nell’olimpo mitologico dell’Italietta del Novecento, la figura di Garibaldi, in tempi più recenti, fu ripescata in chiave politica da chiunque fosse alla ricerca di una legittimazione del proprio potere. Questo spiega perché “parlare male di Garibaldi” sia ancora oggi politicamente scorretto. Perché è in contrasto con la pretesa di un significato identitario ed unitario del risorgimento che dovrebbe fondare una “memoria storica condivisa”.…

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