A Saigon, quel 30 aprile 1975 …

La guerra si combatteva sotto il 17° parallelo, dove passava il confine, nel territorio del Vietnam del Sud, prima infiltrato dai Viet-Cong e poi attaccato dall’esercito del Vietnam del Nord, armato dall’URSS e dalla Cina. Eppure si parlava di “Vietnam liberato”. Il 30 aprile 1975 i soldati americani abbandonavano Saigon, mentre le truppe corazzate nord-vietnamite avevano già occupato i punti strategici della capitale. Fu la più grande evacuazione della Storia, una fuga precipitosa a bordo di elicotteri ai quali si aggrappavano disperatamente i sud-vietnamiti. Tra loro circa un milione di cattolici, fuggiti al Sud dopo la sconfitta dei francesi a Dien Bien Phu, nel 1954. Saigon veniva ribattezzata Città Ho-Chi-Min, il primo ministro comunista nord-vietnamita, il Vietnam diventava la “repubblica socialista del Vietnam”. Circa 800mila vietnamiti fuggirono in mare verso l’Occidente, su barconi strapieni. Secondo il prof. Raymond Le Van Mao, docente alla Concordia University di Montreal e responsabile del…

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Una Principessa delle Due Sicilie in Brasile

In Italia, nonostante l’impronta profonda che ha lasciato nella vita culturale e sociale del Brasile, dove visse 46 anni, è praticamente sconosciuta. Per lei la damnatio memoriae che ha accompagnato i Borbone-Due Sicilie si è trasformata in oblio.Attende ancora che la storia le renda giustizia Teresa Cristina Maria di Borbone-Due Sicilie (1822-1889), principessa napoletana ed ultima Imperatrice del Brasile avendo sposato Dom Pedro II (1825-1891). In Brasile la ricordano nel nome sei città in altrettanti Stati della Confederazione e le è stata dedicata un’importante collezione iconografica, donata da Dom Pedro II, e riconosciuta dall’Unesco come patrimonio mondiale, nella Biblioteca Nazionale di Rio de Janeiro. Anche la più importante collezione archeologica del Brasile e di tutta l’America latina è intitolata alla Principessa delle Due Sicilie. Consta di oltre 700 pezzi provenienti da Pompei, Ercolano ed altri siti archeologici italiani donati da Teresa Cristina, che era appassionata di archeologia, ed è esposta…

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Spagna: la leggenda nera

“La leggenda nera contro la Spagna fa parte di un vasto movimento avviato dai nemici della fede per distruggere la religione cattolica, gettando discredito mediante la costruzione di pregiudizi anticattolici”. Monsignor Ignacio Barreiro, direttore dell’ufficio italiano di Human Life International ed autore di numerosi interventi sulla stampa cattolica tradizionalista, illustra i motivi ideologici che sono alla base della creazione e della diffusione della “leggenda nera” che dipinge la Spagna de los Reyes Católicos come un paese intollerante e violento, in cui il potere politico era alleato a quello religioso per opprimere chiunque non si assoggettasse al loro dominio. Isabella di Castiglia e Fernando di Aragona completarono la Riconquista, liberando definitivamente la penisola iberica dal dominio musulmano che vi aveva dominato per sette secoli; resero possibile l’impresa di Colombo, unendo al mondo e alla cristianità le Americhe; diedero configurazione a quel regno delle Spagne che diventerà la maggiore potenza europea. Nella…

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America 1861 – 1865 guerra civile o unificazione forzata?

La storiografia ideologica afferma che il risorgimento fu innescato dal “grido di dolore” che dal Regno delle Due Sicilie si levava verso il Piemonte, e che invasione armata e conquista coloniale furono il mezzo per portare la “libertà”.  La stessa storiografia afferma anche che, nei medesimi anni, in America, un identico “grido di dolore” provenisse dalle piantagioni degli Stati del Sud dove gli schiavi neri erano prigionieri. Anche in questo caso, la conquista armata fu il mezzo per portare la “libertà”. Le cose non andarono così e le analogie tra i due avvenimenti sono notevoli, come dimostra l’articolo di Marco Respinti pubblicato sul numero di aprile 2006 de “Il Timone” (www.iltimone.org) che proponiamo quasi integralmente.     Definire “guerra civile” la più sanguinosa delle “guerre nordamericane”, combattuta tra il 1861 e il 1865, è fondamentalmente sbagliato, motivo per cui è storiograficamente – e non solo partigianamente – corretto definirla (come…

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