(Lettera Napoletana) Perché nel rito romano antico, detto anche Tridentino o Gregoriano, il sacerdote è rivolto verso l’altare e non verso i fedeli? Perché il celebrante pronuncia a voce bassa le parole della Consacrazione? Sono due delle 101 domande ed obiezioni sulla Messa tradizionale alle quali risponde Don Roberto Spataro SDB, latinista e docente di lingua letteratura greca, classica e cristiana alla Università Pontificia Salesiana di Roma nel suo “La Messa del futuro”, La liturgia antica latina. Breve catechesi liturgica (Fede & Cultura, Verona 2022, pp. 96, € 14). Il libro, con prefazione del Cardinale Raymond Leo Burke, è in forma catechistica ed affronta sinteticamente, sia per fedeli che per i seminaristi, il tema della liturgia tradizionale, che ha conosciuto negli ultimi 20 anni una grande ripresa di interesse, soprattutto grazie al Motu Proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI (7 luglio 2007). Benedetto XVI ha esteso a tutti i…
Leggi tutto Tradizione: don Roberto Spataro, ecco la Messa del futuroCategoria: Tradizione
Il presepe napoletano
Il primo fu quello voluto da san Francesco. Di ritorno dalla Terra Santa, Francesco pensò di rappresentare la nascita di Gesù in Betlemme perché i fedeli, vedendo con gli occhi del corpo il Mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio, si disponessero a vederlo anche con gli occhi del cuore. Ottenuta la licenza da papa Onorio III, il Santo chiese al cavaliere Giovanni Vellita di allestire, nel bosco intorno a Greccio, il primo presepe con Bambinello, mangiatoia, bue e asino. Era la notte di Natale del 1223: nasceva così quella che sarebbe divenuta una delle principali tradizioni della cristianità. Tradizione popolare, diffusa da principio grazie ai missionari francescani, divenuta presto comune espressione della spiritualità del Natale e nobilitata, in breve tempo, a vera e propria forma d’arte, tale da meritare l’interesse di artisti di varie epoche. Tradizione eminentemente cattolica, estesa a tutte le latitudini e fortemente presente soprattutto nei Paesi di…
Leggi tutto Il presepe napoletanoLa Messa di sempre
Vere dignum. La celebrazione della Messa tradizionale A partire dal 14 settembre 2007, festa dell’Esaltazione della Santa Croce, per ordine di S.S. Benedetto XVI, il contenuto della Lettera Apostolica Motu proprio data Summorum Pontificum è stato «considerato come “stabilito e decretato” e da osservare nonostante tutto ciò che possa esservi in contrario». La Santa Messa, dunque, può liberamente essere celebrata secondo il rito romano antico, conosciuto anche come rito tridentino, in latino, senza alcuna restrizione, con la semplice richiesta dei fedeli che lo desiderino. Qualora i parroci non siano in grado di rispondere alla richiesta dei fedeli, devono rivolgersi al proprio Vescovo, il quale è tenuto a trovare il modo di superare gli eventuali ostacoli, anche chiedendo l’intervento della Congregazione Ecclesia Dei. Per celebrare l’importanza dell’evento, Fraternità Cattolica, in collaborazione con la sezione napoletana di Una Voce, associazione internazionale per la salvaguardia della liturgia latino-gregoriana, mettono a disposizione dei lettori il fascicolo “Vere…
Leggi tutto La Messa di sempreMotu Proprio Summorum Pontificum
Il testo, secondo la traduzione in italiano del Vatican Information Service, della letterasull’uso della liturgia romana anteriore alla riforma effettuata nel 1970. Lettera Apostolica Motu proprio data SUMMORUM PONTIFICUM I Sommi Pontefici fino ai nostri giorni ebbero costantemente cura che la Chiesa di Cristo offrisse alla Divina Maestà un culto degno, “a lode e gloria del Suo nome” ed “ad utilità di tutta la sua Santa Chiesa”. Da tempo immemorabile, come anche per l’avvenire, è necessario mantenere il principio secondo il quale “ogni Chiesa particolare deve concordare con la Chiesa universale, non solo quanto alla dottrina della fede e ai segni sacramentali, ma anche quanto agli usi universalmente accettati dalla ininterrotta tradizione apostolica, che devono essere osservati non solo per evitare errori, ma anche per trasmettere l’integrità della fede, perchè la legge della preghiera della Chiesa corrisponde alla sua legge di fede”. Tra i Pontefici che ebbero…
Leggi tutto Motu Proprio Summorum PontificumS. Alfonso Maria de’ Liguori
Santo napoletano per eccellenza, la cui devozione è diffusa in tutto il Sud, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori rappresenta nel più alto grado la spiritualità, la sensibilità, la profondità dell’identità religiosa e culturale delle popolazioni meridionali. Autore di un’imponente mole di opere teologiche, ascetiche e dogmatiche, Sant’Alfonso scrisse anche numerosi testi di preghiera che sono divenuti punto di riferimento assoluti per l’intera spiritualità cattolica. Ne mettiamo a disposizione dei nostri lettori alcuni tra i più noti, scaricabili in formato pdf, predisposti per essere stampati in forma di opuscolo, per renderne più facile l’uso. Sant’Alfonso Maria de’ Liguori (1696 – 1787) Alfonso Maria nacque a Marianella, presso Napoli, il 27 settembre 1696.Primo degli otto figli della famiglia di Giuseppe de’ Liguori, nobile cavaliere del seggio di Portanuova ed ufficiale superiore della Marina militare, e di Anna Maria Caterina Cavalieri, di origini brindisine. La sua educazione, affidata a precettori di…
Leggi tutto S. Alfonso Maria de’ LiguoriLa vignetta di Krancic
Una vignetta di Alfio Krancic (Fiume, 1948), noto disegnatore satirico de Il Giornale, che sintetizza con un fulminante “prima e dopo” due rappresentazioni – e due concezioni – della Chiesa Cattolica, prima del Concilio Vaticano II e dopo gli effetti del cosiddetto “spirito del Concilio”. Quando un’immagine vale più di un discorso! Per gentile concessione dell’Autore. L’immagine in pdf si può scaricare nella pagina del Download/Confroinformazione oppure cliccando qui [wpfilebase tag=file id=81 tpl=download-button /]
Leggi tutto La vignetta di KrancicLa preghiera per gli Ebrei
In occasione della celebrazione dei riti del Triduo Pasquale 2008, sono state rinnovate le polemiche in merito alla “Preghiera per gli Ebrei” che viene recitata il Venerdì Santo.Da più parti, ma soprattutto da autorevoli esponenti delle Comunità Ebraiche, sono giunte vivaci reazioni e sono state sollevate critiche al testo che il Papa Benedetto XVI ha disposto per la celebrazione secondo il Messale Romano antico, in sostituzione di quello approvato nel 1962, che a sua volta aveva modificato quello previsto dall’Ordo Missae datato 1570. Un po’ di storia Il testo dell’Orazione solenne del Venerdì Santo del Messale Tridentino promulgato da San Pio V nel 1570 era il seguente: «Oremus et pro perfidis Judaeis: Ut Deus et Dominus noster auferat velamen de cordibus eorum ut et ipsi agnoscent Jesum Christum Dominum nostrum.»[«Preghiamo anche per gli infedeli Giudei perché Dio Nostro Signore alzi il velo che copre il loro cuore affinché…
Leggi tutto La preghiera per gli EbreiIl mistero del Natale in S. Alfonso
Fede, ragione e sentimento nei canti natalizi della tradizione napoletana Il mistero del Natale svelato nei canti di sant’Alfonso Maria de’ Liguori Il segreto dell’apprezzamento che si è prolungato lungo l’arco di oltre due secoli per i canti natalizi alfonsiani trova probabilmente la sua ragione più profonda nella considerazione del primo biografo di sant’Alfonso, Antonio Maria Tannoia. Il quale scrisse di lui che «Alfonso predicava Cristo e non se stesso». Ora, la sua predicazione si esprime come è noto non solo attraverso le missioni popolari e degli esercizi spirituali, ma anche nelle forme dei trattati di teologia morale e di spiritualità, negli scritti di polemica nei confronti delle tesi illuministiche, e non ultimi, nei canti spirituali, scritti e musicati (o comunque adattati) direttamente dal fondatore dei Redentoristi. Se delle opere antilluministiche lo stesso biografo (e confratello) ha commentato che valsero più di una missione popolare, ancor più si dovrà dire…
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