“L’Armata Napoletana dal Volturno a Gaeta (1860-1861)”, di Angelo Mangone, che ricostruisce le ultime pagine di storia dell’Esercito delle Due Sicilie, è stato appena ripubblicato in una nuova edizione da Grimaldi & C. Editori, con il contributo della Fondazione Il Giglio. La presentazione è di Gennaro De Crescenzo. Il saggio di Mangone, arricchito da 16 tavole fuori testo, è una testimonianza fondamentale sul valore di un Esercito, che seppe invece scrivere pagine di gloria, al di là delle responsabilità di alcuni suoi generali e dei tradimenti degli alti ranghi. Esercito calunniato dalla vulgata risorgimentale che, nel tentativo di giustificare l’invasione piemontese del Regno e di denigrare la Dinastia Borbone, lo ridicolizzò con l’epiteto di “esercito di Franceschiello”, dipingendone un quadro che gli negava le doti militari, il coraggio e l’abnegazione, finanche le doti umane e caritatevoli. La storiografia al soldo del vincitore diffamò quelle truppe che, invece, fremevano per combattere,…
Leggi tutto L’Armata Napoletana dal Volturno a Gaeta (1860-1861)Categoria: Storia delle Due Sicilie
Due Sicilie: Francesco Saverio Petagna, un Vescovo per Dio e per il Re legittimo
(Lettera Napoletana) A Mons. Francesco Saverio Petagna (1812-1878), i liberali non perdonavano di aver celebrato con grande fasto a Castellammare di Stabia, di cui era Vescovo, i funerali del Re Ferdinando II di Borbone, morto a Caserta il 22 maggio 1859. Accusato perfino di aver denunciato nel maggio 1848 alcuni rivoltosi liberali che si erano rifugiati nella chiesa di San Ferdinando, a Napoli, fatto tecnicamente impossibile, perché ne era diventato Superiore solo nel settembre 1849, il Vescovo legittimista fu costretto a sei anni di esilio in Francia, a Marsiglia. Respinto e riaccompagnato alla frontiera nel 1864, quando aveva chiesto ai nuovi governanti dell’Italia, di rientrare nella propria Diocesi, dove infuriava un’epidemia di colera, rientrò a Castellammare di Stabia il 14 Dicembre 1866 tra l’entusiasmo della popolazione. Nell’anniversario dei 160 anni dalla morte di Ferdinando II, è stato ripubblicato a cura di Gianandrea de Antonellis, che firma l’introduzione, l’Elogio funebre di…
Leggi tutto Due Sicilie: Francesco Saverio Petagna, un Vescovo per Dio e per il Re legittimoDue Sicilie: quei 135 primati del Regno, nuovo libro di Gennaro De Crescenzo
(Lettera Napoletana) Sarà un altro boccone amaro per le Vestali del rito storiografico risorgimentale antico ed accettato, ma i primati del Regno delle Due Sicilie, tanti ed incontestabili, adesso sono elencati in un libro. 135 eccellenze del Sud sotto il Regno dei Borbone, da Carlo a Francesco II, sono descritti e documentati da Gennaro De Crescenzo, studioso e presidente del Movimento Neoboborbonico (“Il libro dei Primati del Regno delle Due Sicilie dal 1734 al 1860”, Grimaldi & C. Editori, Napoli 2019, pp. 230, € 65,00) in una pubblicazione di pregio dell’editore napoletano Marzio Grimaldi, corredato da 100 illustrazioni a colori. A quelli più noti – dalla prima ferrovia alla prima nave a vapore, al primo ponte sospeso in ferro – si aggiungono primati meno conosciuti anche dagli studiosi, che De Crescenzo riporta in ordine cronologico e correda con dati comparativi: la prima Borsa Valori in Italia (1778), le prime leggi…
Leggi tutto Due Sicilie: quei 135 primati del Regno, nuovo libro di Gennaro De CrescenzoI PONTI DELLA VIA REGIA DELLE CALABRIE, UN PROGETTO DI RECUPERO
Ripartire dalla propria Storia, salvando dal degrado e dall’abbandono i ponti borbonici della Via Regia delle Calabrie e collocando sul territorio un’adeguata cartellonistica. È un progetto che aggrega sette associazioni civiche e culturali di Monterosso Calabro (Vibo Valentia) guidate da Familia de Rubro Monte dell’imprenditore Antonio Parisi, che ne è il coordinatore. Il progetto è stato presentato il 5 Agosto 2019 nell’aula consiliare del Comune di Monterosso nel corso del convegno “L’Architettura borbonica nella Valle dell’Angitola”. La Via Regia delle Calabrie partiva da Ercolano (Napoli) ed arrivava a Reggio Calabria. Sul fiume Angitola, nel territorio di Monterosso, fu avviata nel 1845 la costruzione di un ponte, che fu realizzato in cinque anni. Il Re Ferdinando II vi passò nel 1852, durante il suo viaggio nelle Calabrie, ha ricordato la prof.ssa Carmela Maria Spadaro, dell’Università Federico II. Si trattava di una importante infrastruttura, per consentire il trasporto dei semilavorati e dei celebri fucili delle Ferriere di Mongiana, che…
Leggi tutto I PONTI DELLA VIA REGIA DELLE CALABRIE, UN PROGETTO DI RECUPEROL’Architettura borbonica nella Valle dell’Angitola
Carmela Maria Spadaro, Università Federico II Parlare di architettura borbonica nella valle dell’Angitola significa affrontare essenzialmente il tema della viabilità in una tra le zone più impervie dell’intera penisola italiana. Viabilità perché sostanzialmente questo tipo di architettura contemplò la realizzazione di strade e ponti per collegare parti di territorio su cui insistevano, fino agli inizi dell’Ottocento iperboliche mulattiere; il che avvenne con notevoli difficoltà di realizzazione poiché le condizioni orografiche della zona erano e sono tali da scoraggiare qualsiasi iniziativa, specialmente in tempi in cui la tecnica non aveva ancora trovato soluzioni che rendessero conveniente la realizzazione dei manufatti. Infatti, neanche nel famigerato Decennio francese, cui spesso vengono attribuiti molti più meriti di quanti ne abbia realmente, si ebbe il coraggio di affrontare con serietà il problema della mancanza di strade, fatta eccezione per alcuni tracciati, di non particolare problematicità, nella zona di Vibo Valentia (allora Monteleone). Già nel…
Leggi tutto L’Architettura borbonica nella Valle dell’Angitola“La Via Regia delle Calabrie”
di Bruno Congiustì, studioso di Storia delle Calabrie La principale arteria stradale che attraversa il territorio della Valle dell’Angitola è la storica via Regia delle Calabrie, voluta da Ferdinando II di Borbone. Il monumentale ponte sul fiume Angitola, progettato dall’Ing. Giuseppe Palmieri, fu avviato nel 1845 e portato a termine dopo cinque anni. Sempre in quei primi anni ‘40 dell’800, si iniziò a porre mano alla via Regia che avrebbe collegato il mar Tirreno ed il mar Ionio, oltre alla derivazione per Mongiana e Ferdinandea. Si trattò, quindi, della prima vera trasversale in Calabria. che portò a un notevole impiego di manodopera e avrebbe potuto portare a reali trasformazioni socio-economiche, se non fosse partita una politica post-unitaria di massiccio svuotamento di un’area vasta Ma rimaniamo sulla nostra via Regia delle Calabrie dove partirono diversi cantieri di lavoro. Le opere, quindi, non procedevano su un unico fronte. Uno degli appaltatori più…
Leggi tutto “La Via Regia delle Calabrie”CARLO DI BORBONE: A 300 ANNI DALLA NASCITA DEL “RE NOSTRO”
L’attesa per il “Re Nostro”, come a Napoli chiamavano Carlo di Borbone, il restauratore del Regno di Napoli e di Sicilia, era grande. E lui non la deluse. Fu il Sovrano delle grandi opere pubbliche, dello sviluppo urbanistico, della Napoli grande capitale europea, della stupenda collezione Farnese, degli Scavi archeologici di Pompei ed Ercolano, dell’organizzazione dell’Esercito e della Marina, dell’avvio della costruzione del più importante Stato della penisola italiana. Sinceramente cattolico, come la consorte, Maria Amalia di Sassonia – che, ispirandosi alla predicazione di S. Alfonso Maria de’ Liguori, cuciva gli abiti dei Pastori, avviando la grande tradizione del Presepe Napoletano – Carlo di Borbone fu un sovrano riformatore. Ma le influenze dell’Illuminismo – che preparava la fine delle Monarchie con la Rivoluzione francese – e del regalismo assolutista, e degli intellettuali “afrancesados” si manifestarono in alcune di quelle riforme, finendo per aprire la strada ai tradimenti e ai massacri che,…
Leggi tutto CARLO DI BORBONE: A 300 ANNI DALLA NASCITA DEL “RE NOSTRO”Sanfedismo ieri e oggi
La festa Alli tridece de giugno, in ricordo della vittoriosa impresa del Cardinale Fabrizio Ruffo e della sua Armata Cristiana e Reale, rapidamente costituita da migliaia di volontari, nella risalita dalle Calabrie a Napoli, è un appuntamento fisso nelle attività della Fondazione Il Giglio. La festa, che unisce la rievocazione del passato e della memoria delle Due Sicilie e l’iniziativa presente di ricostruzione del tessuto socio-economico meridionale, con l’apporto delle aziende che aderiscono al Progetto CompraSud, si apre sempre con un convegno storico, nella convinzione che la battaglia culturale preceda necessariamente quella civile, e ancor più quella politica. Senza la consapevolezza della propria storia e, attraverso di essa, delle caratteristiche che distinguono e uniscono i popoli meridionali, non è possibile una riscoperta della propria identità che vada oltre il dato folkloristico o si differenzi dal tifo campanilistico. Senza questa consapevolezza identitaria, non è possibile un confronto con la realtà attuale…
Leggi tutto Sanfedismo ieri e oggiL’EPOPEA SANFEDISTA – scarica il testo di Guido Vignelli
(Lettera Napoletana) La riconquista del Regno di Napoli da parte dei volontari dell’Armata della Santa Fede, guidata dal Cardinale Fabrizio Ruffo (13 giugno 1799) resta un insegnamento prezioso che fornisce indicazioni fondamentali per il riscatto del Sud. Questo il contenuto dell’intervento dello studioso di dottrine politiche e saggista Guido Vignelli (“Il Sanfedismo ieri e oggi”) al convegno “Alli tridece de giugno….” svoltosi il 12 giugno scorso al Centro Ippico Montenuovo di Pozzuoli-Arco Felice (Napoli) per iniziativa della Fondazione Il Giglio e del Movimento Neoborbonico. Guido Vignelli ha pubblicato, insieme ad Alessandro Romano, “Perché non festeggiamo l’unità d’ Italia” (Editoriale Il Giglio, 2011). Pubblichiamo una sintesi dell’intervento di Guido Vignelli che può essere scaricato integralmente dal sito Internet della Fondazione Il Giglio. “L’epopea sanfedista dimostra la crisi culturale e politica del Regno napoletano e della sua stessa monarchia nei decenni precedenti la Rivoluzione francese, l’inquinamento dell’ideologia rivoluzionaria fu favorito da una…
Leggi tutto L’EPOPEA SANFEDISTA – scarica il testo di Guido VignelliEroi – Emile de Christen: un cavaliere al servizio di Francesco II
Vi sono personaggi poco o nulla conosciuti, o relegati a ruoli minori dalla narrazione storica, che invece meriterebbero ben altri onori perché hanno speso la propria vita per ideali che travalicano l’importanza degli stessi avvenimenti di cui sono stati protagonisti. Come coloro che, in ogni tempo, combatterono guerre che non li avrebbero coinvolti se essi stessi non avessero scelto liberamente di mettere il proprio valore al servizio di una causa e di una fede. Non di mercenari si parla, naturalmente, ma di cavalieri, perché proprio con la Cavalleria medioevale nasce la nobile figura del soldato che combatte, non per offendere o depredare, ma per difendere ed onorare il sacro giuramento fatto in nome della Giustizia. Il cavaliere doveva essere valoroso in battaglia e possedere coraggio ed abilità, ma doveva essere anche generoso, disinteressato, fedele e pio. Investito in nome di San Michele e San Giorgio,dopo una veglia d’armi trascorsa in…
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