«La nostra Patria per noi sono i nostri villaggi, i nostri altari, le nostre tombe, tutto ciò che i nostri padri hanno amato prima di noi. La nostra Patria è la nostra fede, la nostra terra, il nostro Re … Loro l’hanno nel cervello; noi la sentiamo sotto i piedi … È vecchio come il diavolo il mondo che essi dicono nuovo e che vogliono fondare senza la presenza di Dio … Ma di fronte a questi demoni che rinascono ogni secolo, noi siamo la giovinezza. Signori! Siamo la giovinezza di Dio!» Françoise-Athanase Charette de La Contrie La Vandeana Il testo della canzone, che esprime pienamente lo spirito della contro-rivoluzione vandeana, fu scritto da Pino Tosca nel 1968. La versione proposta è del gruppo Settimo Sigillo, registrata durante un concerto tenutosi a Bergamo nel 1983. Il file Mp3 è disponibile nella pagina del Download / Musica e può essere…
Leggi tutto Vandea: il canto della controrivoluzioneCategoria: Storia
Vandea: piccoli eroi, giganti della controrivoluzione
L’articolo fu pubblicato sul numero di febbraio 1996 della rivista di attualità e cultura Appunti a firma di Marina Carrese. La narrazione storica deve necessariamente far riferimento alle grandi linee, agli episodi salienti, ai personaggi di primo piano. I libri ricordano gli eroi, le grandi figure positive o negative che hanno lasciato la loro impronta in un’epoca, che hanno orientato il corso della civiltà con le loro gesta.A ben guardare, però, la grande Storia è, in realtà, l’insieme di tanti piccoli fatti vissuti da tanti piccoli uomini. Spesso, ciò che guardato da vicino sembra essere insignificante, osservato da lontano nel tempo e nello spazio, vale a dire letto in riferimento ad un contesto storico, assume tutt’altro valore e dà la chiave di lettura per comprendere l’intero contesto. Bisogna, dunque, partire dalle grandi linee della Storia umana ma poi penetrare in profondità, fino a giungere alla storia degli uomini, per i…
Leggi tutto Vandea: piccoli eroi, giganti della controrivoluzioneVandea: il percorso della Rivoluzione
Dalla Vandea alla Russia: il percorso della Rivoluzione Il 25 settembre 1993, a Le Lucs sur Boulogne, dove, due secoli prima, una Colonna Infernale aveva massacrato l’intera popolazione di 563 persone, tra cui 109 bambini con meno di 7 anni, 33 con meno di 2 anni e due di appena 15 giorni, è stato inaugurato il suggestivo monumento Mémorial de Vendée. Il presidente del Consiglio della Vandea, il marchese Philippe de Villiers, volle che la cerimonia avesse per protagonista Aleksandr Solzenicyn, il grande scrittore dissidente russo, figura emblematica della resistenza contro la Rivoluzione e simbolo vivente delle vittime del furore rivoluzionario, per la lunghissima detenzione nei Gulag sovietici. In quella storica occasione, di fronte a 30.000 commossi spettatori, Solzenicyn pronunciò un discorso che tracciava con semplice lucidità un filo rosso tra le rivoluzioni francese e russa.Il testo del discorso, pubblicato dal quotidiano Le Monde, è riportato di seguito nella traduzione redazionale…
Leggi tutto Vandea: il percorso della RivoluzioneVandea: francese o italiana fu controrivoluzione
Articolo pubblicato dalla rivista di attualità e cultura Appunti, nel numero di maggio 1994, a firma di Marina Carrese. La storia della Vandea non aveva riscosso tanto interesse neppure durante le celebrazioni per il bicentenario della Rivoluzione Francese, nel 1989. Invece, è bastato un ciondolo a forma cuore vandeano comparso al collo di un esponente politico per dare il via ad una ridda di polemiche giornalistiche, per scatenare fosche profezie fantapolitiche e per aprire dibattiti.Così è stata riscoperta dai massmedia una pagina della storia francese, ma anche d’Europa, che solitamente viene sottaciuta o addirittura ignorata, persino nei libri di scuola.La cultura contemporanea, infatti, diretta erede di quella illuministica, ha sempre assunto una posizione di acritica esaltazione della Rivoluzione del 1789 ed ha superficialmente liquidato la Controrivoluzione Vandeana come un episodio di scarso rilievo che ebbe per protagonisti pochi contadini bigotti. Gente ignorante, che non aveva capito la grandezza delle nuove…
Leggi tutto Vandea: francese o italiana fu controrivoluzioneVandea: il riscatto della verità storica
L’articolo è stato pubblicato sul numero di ottobre 1994 della rivista di attualità e cultura Appunti, a firma di Marina Carrese. È possibile tramutare in vittoria una sconfitta subita due secoli addietro? Sembrerebbe proprio di sì, a giudicare da quello che sta accadendo in Vandea da alcuni anni a questa parte. Tanto per cominciare, la piccola regione dell’ovest della Francia compare sempre più spesso sulle pagine di quotidiani e riviste, scatenando non di rado polemiche ed alzate di scudi. Anzi, è divenuta addirittura quasi un elemento discriminante tra parti politiche, pro o contro. Il simbolo vandeano per eccellenza, il cuore crociato, è già da tempo patrimonio comune e riconosciuto di diversi ambienti cattolici e tradizionalisti, e la visita ai luoghi della Vandea Militare ha assunto più o meno il carattere del pellegrinaggio alla riscoperta della storia perduta. Storia ormai conosciuta da tutti, almeno nelle linee essenziali: la Vandea fu il…
Leggi tutto Vandea: il riscatto della verità storicaUna Principessa delle Due Sicilie in Brasile
In Italia, nonostante l’impronta profonda che ha lasciato nella vita culturale e sociale del Brasile, dove visse 46 anni, è praticamente sconosciuta. Per lei la damnatio memoriae che ha accompagnato i Borbone-Due Sicilie si è trasformata in oblio.Attende ancora che la storia le renda giustizia Teresa Cristina Maria di Borbone-Due Sicilie (1822-1889), principessa napoletana ed ultima Imperatrice del Brasile avendo sposato Dom Pedro II (1825-1891). In Brasile la ricordano nel nome sei città in altrettanti Stati della Confederazione e le è stata dedicata un’importante collezione iconografica, donata da Dom Pedro II, e riconosciuta dall’Unesco come patrimonio mondiale, nella Biblioteca Nazionale di Rio de Janeiro. Anche la più importante collezione archeologica del Brasile e di tutta l’America latina è intitolata alla Principessa delle Due Sicilie. Consta di oltre 700 pezzi provenienti da Pompei, Ercolano ed altri siti archeologici italiani donati da Teresa Cristina, che era appassionata di archeologia, ed è esposta…
Leggi tutto Una Principessa delle Due Sicilie in BrasileSpagna: la leggenda nera
“La leggenda nera contro la Spagna fa parte di un vasto movimento avviato dai nemici della fede per distruggere la religione cattolica, gettando discredito mediante la costruzione di pregiudizi anticattolici”. Monsignor Ignacio Barreiro, direttore dell’ufficio italiano di Human Life International ed autore di numerosi interventi sulla stampa cattolica tradizionalista, illustra i motivi ideologici che sono alla base della creazione e della diffusione della “leggenda nera” che dipinge la Spagna de los Reyes Católicos come un paese intollerante e violento, in cui il potere politico era alleato a quello religioso per opprimere chiunque non si assoggettasse al loro dominio. Isabella di Castiglia e Fernando di Aragona completarono la Riconquista, liberando definitivamente la penisola iberica dal dominio musulmano che vi aveva dominato per sette secoli; resero possibile l’impresa di Colombo, unendo al mondo e alla cristianità le Americhe; diedero configurazione a quel regno delle Spagne che diventerà la maggiore potenza europea. Nella…
Leggi tutto Spagna: la leggenda neraRisorgimento esoterico: Mazzini
Breve ritratto fuori degli schemi di Giuseppe Mazzini, uno dei cosiddetti “padri della patria risorgimentale”. Massone, esoterista, assertore della reincarnazione, sacerdote di una nuova religione universale di carattere iniziatico, che avrebbe dovuto sostituire la fede cattolica e conquistare il mondo partendo da Roma, “città rinata per la terza volta, dopo l’età classica e quella cristiana”.La sua figura, ricordata nei libri di storia con il consueto corredo di falsità mitologiche, è invece ben conosciuta per ciò che effettivamente era negli ambienti esoterici internazionali, tanto che alla “protezione del suo fantasma” è stata affidata la filiale torinese di uno dei culti spiritisti più diffusi in Europa.L’articolo è di Angela Pellicciari ed è stato pubblicato dalla rivista Il Timone (il timone.org) sul n. 22 del novembre/dicembre 2003. Risorgimento esoterico: Mazzini Giuseppe Mazzini: genovese, avvocato, di professione cospiratore. E, col senno di poi, “padre” della patria. Di cosa è padre esattamente Mazzini? Di quale…
Leggi tutto Risorgimento esoterico: MazziniPasquale Stanislao Mancini
Pasquale Stanislao Mancini: ideologo della rivoluzione nazionale Pasquale Stanislao Mancini (1817-1888) è una figura non sufficientemente nota del “Risorgimento”, cioè della Rivoluzione italiana. Giurista e docente universitario, cospiratore liberale, rifugiato in Piemonte dopo il fallimento del tentativo insurrezionale del 1848 insieme ad un folto gruppo di liberali, che da Torino consigliavano il governo piemontese nelle trame contro il Regno delle Due Sicilie, Mancini rientrò a Napoli nel 1860, dopo l’invasione garibaldina. Di Garibaldi fu anche avvocato, assistendolo in una causa di annullamento matrimoniale. A Torino fu appositamente istituita per lui nel 1850 la cattedra di diritto pubblico esterno e internazionale privato e Mancini fu eletto al Parlamento subalpino. Dal 1860 in poi fu ininterrottamente deputato del Piemonte e poi del regno d’Italia, divenendo il capo del centro-sinistra, e ministro della Pubblica Istruzione, della Giustizia e degli Esteri. A Napoli, durante la luogotenenza (1861) fu consigliere dei piemontesi per le “province…
Leggi tutto Pasquale Stanislao ManciniI plebisciti della vergogna
Filippo Curletti fu un “patriota”, di quelli che fece il risorgimento e fece l’Italia. Stretto collaboratore di Cavour, ebbe l’incarico di capo della polizia politica a Modena e sovrintese alle votazioni per il plebiscito di annessione nella città. Così ricorda le operazioni di voto nel suo Memoriale: «In alcuni collegi, questa introduzione in massa, nelle urne, [delle schede] degli assenti – chiamavamo ciò completare la votazione – si fece con sì poco riguardo che lo spoglio dello scrutinio dette un numero maggiore di votanti che di elettori inscritti». La citazione è tratta da I panni sporchi dei Mille (2003), di Angela Pellicciari, autrice anche dell’articolo che riportiamo di seguito (apparso su Il Timone, novembre 2003), nel quale spiega come si svolsero realmente i plebisciti che servirono a dare apparenza di legittimità, di fronte alle potenze internazionali, alla conquista armata della penisola voluta dai Savoia. A Napoli, per sommo scorno, al…
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