Due Sicilie: le opere complete del Principe di Canosa

  (Lettera Napoletana) È giunta al terzo volume la pubblicazione delle opere complete del Principe di Canosa a cura di Gianandrea de Antonellis. Il terzo volume, come il quarto di prossima pubblicazione, raccoglie gli scritti politici della sua ampia produzione, non solo politica ma filosofica e teologica, che comprende anche articoli giornalistici ed alcune opere teatrali. Antonio Capece Minutolo, Principe di Canosa (1768-1838), politico ed intellettuale napoletano, è il più lucido e coraggioso esponente della reazione che nel Regno di Napoli e poi delle Due Sicilie si manifestò di fronte all’aggressione delle idee e delle armi rivoluzionarie provenienti dalla Francia. Gianandrea de Antonellis, ottimo conoscitore del pensiero di Canosa e già autore dell’antologia “Il Principe di Canosa profeta delle Due Sicilie” (Editoriale Il Giglio, Napoli 2018) dopo un paziente lavoro di raccolta e riordinamento degli scritti dell’autore de “I pifferi di montagna”, in parte ancora inediti, ne ha avviato per…

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Storia: l’Arcivescovo Giovan Battista Naselli e l’unificazione

(Lettera Napoletana) L’imposizione del nuovo regime unitario in Sicilia avvenne a carissimo prezzo per la Chiesa, una parte della quale, soprattutto nel basso clero, aveva appoggiato l’invasione garibaldina. Alla spoliazione dei beni ecclesiastici, che furono venduti ai latifondisti ed alla borghesia liberale per favorire la nascita di un ceto di sostegno al nuovo Stato – su cui ha scritto ampiamente la storica Angela Pellicciari -, alle limitazioni della libertà religiosa, si aggiunse la durissima repressione dopo la “Rivolta del sette e mezzo” (16–22 Settembre 1866). Le truppe italiane, guidate dal generale piemontese Raffaele Cadorna, che dichiarò lo stato di assedio e schierò 40mila soldati, bombardarono Palermo adottando gli stessi metodi repressiviusati nella parte continentale del Regno delle Due Sicilie per combattere i “briganti”. Al centro di questi avvenimenti si trovò l’Arcivescovo di Palermo, Giovan Battista Naselli (1786-1870), della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri. A lui è dedicata la tesi…

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L’Armata Napoletana dal Volturno a Gaeta (1860-1861)

“L’Armata Napoletana dal Volturno a Gaeta  (1860-1861)”, di Angelo Mangone, che ricostruisce le ultime pagine di storia dell’Esercito delle Due Sicilie, è stato appena ripubblicato in una nuova edizione da Grimaldi & C. Editori, con il contributo della Fondazione Il Giglio.  La presentazione è di Gennaro De Crescenzo. Il saggio di Mangone, arricchito da 16 tavole fuori testo, è una testimonianza fondamentale sul valore di un Esercito, che seppe invece scrivere pagine di gloria, al di là delle responsabilità di alcuni suoi generali e dei tradimenti degli alti ranghi. Esercito calunniato dalla vulgata risorgimentale che, nel tentativo di giustificare l’invasione piemontese del Regno e di denigrare la Dinastia Borbone, lo ridicolizzò con l’epiteto di “esercito di Franceschiello”, dipingendone un quadro che gli negava le doti militari, il coraggio e l’abnegazione, finanche le doti umane e caritatevoli. La storiografia al soldo del vincitore diffamò quelle truppe che, invece, fremevano per combattere,…

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Due Sicilie: la repressione post-unitaria a Napoli in un romanzo

(Lettera Napoletana) Una storia vera nella Napoli diventata ormai ex capitale nell’Italia appena unificata. Uno dei tanti episodi di repressione del nuovo regime, dei quali pochissimo si è scritto. È la vicenda riportata alla luce da Antonio Lombardi, in un libro che ripropone il genere del romanzo storico, “La Luna d’Inverno non parla” (Edizioni Mea, Napoli 2021, pp. 150, € 14). Protagoniste sono le “maestrine” (istitutrici residenti) del Primo Reale Educandato Regina Isabella di Borbone, con sede a Posillipo, (trasformato, dopo l’unità, semplicemente in “Primo Educandato”) costrette – come altre categorie sociali – a giurare fedeltà a Vittorio Emanuele II di Savoia ed al nuovo Stato a pena della perdita del posto di lavoro. È il gennaio 1861, al Ministero dell’Istruzione è stato chiamato Francesco De Sanctis, che nomina Luigi Settembrini presidente del Consiglio direttivo dei Regi Educandati. A lui toccherà il compito di convincere, con allettamenti, ma soprattutto con…

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Due Sicilie: Francesco II Re di Napoli, ristampata la biografia di Insogna

(Lettera Napoletana) Nell’anno della proclamazione a Servo di Dio di Francesco II di Borbone, Grimaldi & C. Editori ristampa la biografia dell’ultimo sovrano delle Due Sicilie (Angelo Insogna, Francesco II Re di Napoli, Grimaldi & C. Editori, Napoli 2021, pp. 423, € 24). Si tratta di un contributo significativo alla conoscenza del Sovrano, uscito nel 1898, quattro anni dopo la morte dell’ultimo Re di Napoli, avvenuta ad Arco di Trento, in territorio asburgico, il 27 dicembre 1894. La biografia uscì a Parigi, in francese, per le edizioni Delhomme et Briquet, ed a Napoli (Stabilimento Tipografico Michele Gambella) nella traduzione di Carlo Corsi e Luigi Erasmo Gaeta, due ex ufficiali borbonici che avevano combattuto rispettivamente a Gaeta ed a Messina. Angelo Insogna, medico e giornalista, era un legittimista emigrato in Francia, dove frequentava la piccola corte della Regina Maria Sofia, a Neuilly-sur-Seine. A Napoli, l’opera di Insogna uscì a dispense settimanali,…

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Storia: la rivolta di Masaniello in due rare opere letterarie

(Lettera Napoletana) Secondo la Storia da libri di scuola, imbevuti di ideologia risorgimentale, la rivolta di Masaniello (7-16 luglio 1647) sarebbe stata una rivolta (qualcuno parla addirittura di rivoluzione) del popolo napoletano, guidato dal pescivendolo Tommaso Aniello, detto Masaniello, contro il “dominio spagnolo”, che “opprimeva con esose tasse e gabelle” il “vicereame” di Napoli. Qualche storico risorgimentalista si spinge addirittura a vedere nelle rivolta “l’anelito all’unità d’Italia”, e via immaginando, nell’ambito della leggenda nera sulla monarchia federativa delle Spagne – di cui quello di Napoli era un Regno – gli albori del “sentimento unitario”. Lo studioso Gianandrea de Antonellis ha recuperato e pubblicato due opere letterarie contemporanee che hanno come sfondo la rivolta del 1647, e costituiscono un contributo significativo al recupero della verità storica su quegli eventi (Giulio Cesare Sorrentino – Alessio Pulci, Partenope pacificata. I tumulti del 1647-1648 in due rarissime opere letterarie coeve, a cura di Gianandrea…

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Storia: i Gerolomini a Napoli dalle origini all’autonomia, libro

(Lettera Napoletana) La storia complessa e travagliata della fondazione della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri a Napoli viene ricostruita in uno studio del giovane studioso Corrado Sedda, novizio degli Oratoriani a Palermo. “San Filippo a Napoli. L’Oratorio napoletano dalle origini all’autonomia (1583-1628)” (Fede & Cultura, Verona 2019, pp. 292, € 19), utilizza fonti documentali degli archivi degli Oratoriani – a Napoli chiamati da sempre Gerolomini perché a Roma occupavano la chiesa di San Girolamo della Carità – ed un’ampia bibliografia ed offre uno spaccato significativo della vita religiosa a Napoli nell’età della Controriforma. In realtà – come ricorda subito l’autore – San Filippo Neri (1515-1595) a Napoli non venne mai, ed era contrario alla costituzione di un Oratorio (casa della Congregazione) nella città. Non c’erano ragioni specifiche. La convinzione del Santo era che la formula originale ed innovativa della Congregazione, che a Roma aveva messo radici nel 1564, cioè…

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Due Sicilie: quei 135 primati del Regno, nuovo libro di Gennaro De Crescenzo

(Lettera Napoletana) Sarà un altro boccone amaro per le Vestali del rito storiografico risorgimentale antico ed accettato, ma i primati del Regno delle Due Sicilie, tanti ed incontestabili, adesso sono elencati in un libro. 135 eccellenze del Sud sotto il Regno dei Borbone, da Carlo a Francesco II, sono descritti e documentati da Gennaro De Crescenzo, studioso e presidente del Movimento Neoboborbonico (“Il libro dei Primati del Regno delle Due Sicilie dal 1734 al 1860”, Grimaldi & C. Editori, Napoli 2019, pp. 230, € 65,00) in una pubblicazione di pregio dell’editore napoletano Marzio Grimaldi, corredato da 100 illustrazioni a colori. A quelli più noti – dalla prima ferrovia alla prima nave a vapore, al primo ponte sospeso in ferro – si aggiungono primati meno conosciuti anche dagli studiosi, che De Crescenzo riporta in ordine cronologico e correda con dati comparativi: la prima Borsa Valori in Italia (1778), le prime leggi…

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Storia: Carlo di Borbone e le Eredità Medici e Farnese, libro

(Lettera Napoletana) Il 10 Maggio 1734 Carlo di Borbone entrava trionfalmente a Napoli e un anno dopo, il 3 luglio 1735, si faceva incoronare a Palermo “Rex utriusque Siciliae” (Re delle Due Sicilie), riprendendo il titolo che aveva voluto il Re aragonese Alfonso il Magnanimo nel 1442 e che già in passato aveva sottolineato il carattere unitario della parte meridionale della penisola italiana. Figlio di Elisabetta Farnese, grazie agli incroci tra le famiglie Medici e Farnese ed al trasferimento a Napoli di Bartolomeo Corsini, primogenito della nobile famiglia fiorentina, Carlo di Borbone aveva ereditato un importantissimo patrimonio artistico, diventando “l’erede dell’intima essenza di tutta la cultura italiana”. L’aggettivo italiano, nel ‘700 come nei secoli precedenti, – va detto – aveva un significato diverso da quello odierno. Non faceva riferimento ad una realtà politica, ma ad un denominatore comune (la fede cattolica, la lingua colta, la sensibilità artistica) al di là…

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Tradizione: Garcia Morente, questa è l’Hispanidad

(Lettera Napoletana) Che cos’è l’Hispanidad? È “l’essenza dello spirito spagnolo”, risponde Manuel García Morente (1886-1942), filosofo di formazione kantiana protagonista di una straordinaria conversione spirituale, ed in gran parte intellettuale, nel 1947. Di García Morente è appena uscita la traduzione italiana del saggio “Idea de la Hispanidad” (Espasa Calpe, Buenos Aires, 1938) a cura di Gianandrea de Antonellis con una introduzione di Miguel Ayuso (“Idea dell’Ispanità”, Edizioni Solfanelli, Chieti 2018, pp. 95, € 10,00). Il testo raccoglie due conferenze tenute dall’autore a Buenos Aires. Per arrivare alla definizione di Hispanidad, García Morente parte dalla concetto di Nazione e di Nazione spagnola. Un tema complesso perché le idee di Nazione e di Nazionalità sono state stravolte dalla Rivoluzione francese in poi e ad esse si sono sovrapposti i nazionalismi, tutti di matrice rivoluzionaria. Il giacobinismo considerava la Nazione un’entità ideale, alla quale si decideva di appartenere con un atto di volontà.…

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