Foibe, un genocidio ideologico Il trattato di pace firmato a Parigi il 10 Febbraio 1947, al termine della Seconda Guerra Mondiale, impose all’Italia di cedere alla Jugoslavia i territori della Dalmazia con la città di Zara, dell’Istria con Fiume, e di gran parte della Venezia Giulia con Trieste (che fu costituita territorio libero e tornò all’Italia alla fine del 1954). La firma del trattato segnò il destino di 350.000 italiani giuliano-dalmati ed istriani, che furono costretti a scegliere se rimanere nelle proprie terre d’origine, dominati da un feroce regime comunista, o se accettare l’esilio in Italia, lasciando tutto ciò che possedevano. Per il 90% di loro fu chiaro sin dal primo momento che rimanere era impossibile: avevano conosciuto la violenza e l’orrore scatenato dalle truppe rivoluzionarie di Josip Broz Tito. Si era già consumata, infatti, la tragedia delle foibe. In due diverse fasi, tra il 9 settembre e il…
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