L’articolo a firma di Carlo De Risio, pubblicato sul quotidiano Il Tempo del 23 ottobre 1998, riporta interessanti dati sulle condizioni delle Casse degli Stati italiani, prima della conquista piemontese. La fonte alla quale De Risio fa riferimento è uno scritto poco noto dell’economista Francesco Saverio Nitti (Melfi, 1868 – Roma, 1953), esponente del Partito Radicale Storico che fu più volte ministro e Presidente del Consiglio del Regno d’Italia nel 1919. Una fonte, dunque, che difficilmente potrebbe essere definita “filoborbonica”. Guerra di conquista e di rapina Uno dei momenti centrali del “Gattopardo” – il romanzo di Tommasi di Lampedusa – è il colloquio tra il principe di Salinomo un seggio nel Senato di Torino. Il principe, rappresentante dell’“ancia e un funzionario piemontese, inviato in Sicilia per offrire al nobiluen régime” borbonico decaduto, declina l’offerta, mentre il funzionario fa intravedere i futuri vantaggi della moderna ed efficiente amministrazione piemontese…
Leggi tutto Guerra di conquista e di rapinaCategoria: Storia
1848 l’anno rivoluzionario
L’articolo che riproduciamo offre un quadro chiarissimo di ciò che avvenne nel 1848, anno fondamentale nell’avanzare della Rivoluzione in Europa e in particolare nella penisola italiana, tanto da essere divenuto emblematico di una situazione di caos e di stravolgimento generale.Massimo Viglione, docente presso la cattedra di Storia Moderna dell’Università di Cassino, autore e curatore di numerosi testi sulle insorgenze del 1799 e sul risorgimento, ritrova il filo che unisce tutte le rivolte scoppiate in quell’anno nell’aspetto marcatamente anticristiano che le connota. Il 1848 si configura come l’inizio sistematico ed organizzato quell’opera di dissoluzione del retaggio tradizionale europeo, perseguita attraverso la distruzione dell’ordine statuale e sociale dei singoli Regni, che fu il vero fine ultimo dell’epopea rivoluzionarie europea e del risorgimento italiano in particolare. Quest’opera si fermerà, sul piano istituzionale, soltanto con la caduta dell’ultimo grande Impero cattolico, quello Asburgico, alla fine della I Guerra Mondiale, ma continuerà la propria penetrazione…
Leggi tutto 1848 l’anno rivoluzionarioGaribaldi, l’esoterismo e le sette
Un breve estratto della relazione tenuta agli Amici de Il Giglio dalla prof.ssa Antonella Grippo, esperta di esoterismo, sull’appartenenza massonica di Garibaldi, le sue implicazioni esoteriche e le ripercussioni sulle vicende risorgimentali. Garibaldi, l’esoterismo e le sette Nel 1835 a Rio de Janeiro, Garibaldi strinse amicizia con Livio Zambeccari, esponente di spicco della massoneria e segretario del presidente del Rio Grande. Ma fu a Montevideo nel 1844 che indossò il primo “grembiulino” ed “ebbe la luce” massonica. Aveva trentasette anni, e la loggia era L’Asil de la Vertud, una loggia irregolare, emanazione della massoneria brasiliana, non riconosciuta dalle principali obbedienze massoniche internazionali, quali erano la Gran Loggia d’Inghilterra e il Grande Oriente di Francia. Sempre nel corso del 1844 regolarizzò la sua posizione presso la loggia Les Amis de la Patrie di Montevideo posta all’obbedienza del Grande Oriente di Parigi. La sua affiliazione comparve successivamente anche nella loggia TompKins, a Stapleton…
Leggi tutto Garibaldi, l’esoterismo e le setteGaribaldi: l’eroe fasullo dell’Italia
Garibaldi: l’eroe fasullo dell’Italia laica e anticristiana Il 2007 è stato l’anno bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi. Tutte le Istituzioni italiane, nazionali e locali, hanno concorso sollecitamente a “celebrare” l’evento, dando per scontato che non si potesse fare altro, stante il fatto che Garibaldi sarebbe universalmente riconosciuto come eroe per antonomasia. A questo scopo è stato costituito un Comitato formato da ben 110 componenti, con un finanziamento pubblico di un milione di euro più i contributi delle Regioni, e sono stati mobilitati Prefetture, Archivi di Stato, scuole ecc.. Ciò nonostante le celebrazioni sono fallite. Paradossalmente, il bicentenario ha finito per trasformarsi in una anti-celebrazione ed è divenuto l’occasione per un’opera di contro-informazione su Garibaldi e sulle Due Sicilie che ha prevalso sulla propaganda ufficiale, nonostante la disparità di mezzi, ed ha reso evidente che il “mito” di Garibaldi ormai non riesce più a svolgere la funzione ideologica per la…
Leggi tutto Garibaldi: l’eroe fasullo dell’ItaliaAvamposti dell’esercito massonico universale
Nel 1849, costretto Pio IX a chiedere rifugio all’amico Regno delle Due Sicilie, si insedia nella “città eterna” la Repubblica Romana guidata da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini, celebrata, ovviamente, come l’avvento della libertà e del progresso in uno stato governato dal peggiore e più retrivo potere assoluto, quello della Chiesa. Come sempre, una storiografia strabica ha radicato una versione ideologica degli eventi, nascondendo completamente il vero scopo dei rivoluzionari che era cancellare il potere temporale del papato e, di conseguenza, la Chiesa stessa e il suo primato morale. Come sempre, la massoneria era il motore di quegli atti rivoluzionari, come dimostra la storica Angela Pellicciari in questo articolo pubblicato sulla rivista Il Timone (n. 88 del dicembre 2009). Avamposti dell’esercito massonico universale Il potente gran maestro della massoneria italiana Adriano Lemmi, alla fine dell’Ottocento, riteneva che la scomparsa del potere temporale dei papi fosse il «più…
Leggi tutto Avamposti dell’esercito massonico universaleAmerica 1861 – 1865 guerra civile o unificazione forzata?
La storiografia ideologica afferma che il risorgimento fu innescato dal “grido di dolore” che dal Regno delle Due Sicilie si levava verso il Piemonte, e che invasione armata e conquista coloniale furono il mezzo per portare la “libertà”. La stessa storiografia afferma anche che, nei medesimi anni, in America, un identico “grido di dolore” provenisse dalle piantagioni degli Stati del Sud dove gli schiavi neri erano prigionieri. Anche in questo caso, la conquista armata fu il mezzo per portare la “libertà”. Le cose non andarono così e le analogie tra i due avvenimenti sono notevoli, come dimostra l’articolo di Marco Respinti pubblicato sul numero di aprile 2006 de “Il Timone” (www.iltimone.org) che proponiamo quasi integralmente. Definire “guerra civile” la più sanguinosa delle “guerre nordamericane”, combattuta tra il 1861 e il 1865, è fondamentalmente sbagliato, motivo per cui è storiograficamente – e non solo partigianamente – corretto definirla (come…
Leggi tutto America 1861 – 1865 guerra civile o unificazione forzata?Illuministi, giacobini e traditori
Breve richiamo di tesi per inquadrare un periodo storico che vide contrapposti in tutta la Penisola l’utopia rivoluzionaria e l’eroismo delle Insorgenze popolari. Che il 1700 sia stato il secolo dei lumi è cosa nota a chiunque sia passato tra i banchi di scuola e che i lumi in questione fossero quelli accesi dagli Illuministi è altrettanto pacifico nella memoria di tutti noi. Per il resto, il diciottesimo secolo è quello della Rivoluzione Francese, uno degli episodi più indelebilmente fissati tra le nostre reminiscenze scolastiche. Ovviamente, ciò che ricordiamo è la stereotipata iconografia che ci è stata trasmessa, con la regina Maria Antonietta che parla di brioches, i derelitti rinchiusi alla Bastiglia, la giustizia di Madame la Guillotine. Ciò che non si ricorda, o meglio non si conosce, è la reale portata e le conseguenze che scaturirono dal pensiero illuministico. Banalmente e falsamente indicato come l’atteso riscatto della Ragione dalla…
Leggi tutto Illuministi, giacobini e traditoriContro i giacobini al grido di Viva Maria!
Una pagina davvero poco conosciuta della storia delle Insorgenze controrivoluzionarie che tra il 1796 e il 1799 infiammarono tutta la Penisola, per opporsi all’invasione francese e all’insediamento di governi rivoluzionari guidati da traditori giacobini locali.La rivolta dei “Viva Maria”, in Toscana, testimonia che l’elemento propulsore e unificatore delle sollevazioni popolari scoppiate i tutti gli Stati preunitari fu la difesa della Religione Cattolica e dei troni tradizionali. L’articolo che segue è firmato da Massimo Viglione, docente presso la cattedra di Storia Moderna dell’Università di Cassino, autore e curatore di numerosi testi sulle insorgenze del 1799, ed è apparso sul numero di gennaio 2008 del mensile Radici Cristiane. La conoscenza della storia della grande rivolta anti-illuminista prima, antigiacobina poi, in una parola, controrivoluzionaria, avvenuta in Italia durante gli anni della Rivoluzione Francese e dell’invasione napoleonica, va ormai sempre più affermandosi nonostante la congiura del silenzio di cui per decenni e decenni…
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