Chiesa: Mons. Oliveri, Fides et Pax, insegnamenti nella tradizione

(Lettera Napoletana) «Le migrazioni, quando avvengono in maniera massiccia e non ordinata sono un fenomeno negativo per la promozione del vero bene della persona umana. Esse infatti quando avvengono così sradicano traumaticamente l’uomo dal proprio ordinario ambiente di vita, sradicano dalla famiglia, dalla propria cultura, dal proprio ordinario ambiente di lavoro, di divertimento, di incontri sociali, umani, religiosi». È un brano dal messaggio Ai giornalisti di Mons. Mario Oliveri, Vescovo emerito di Albenga-Imperia, del Gennaio 2002. Siamo prima dell’ondata immigrazionista, favorita dalla sciagurata guerra in Libia, voluta da Francia, Usa e Gran Bretagna nel 2011, e della teorizzazione dell’“accoglienza” illimitata, ammantata di ipocrita buonismo, dell’attuale Pontefice. Il Vescovo di Albenga-Imperia ripropone la dottrina sociale della Chiesa e mette in guardia, con molta lucidità, dai danni provocati dallo sradicamento prima di tutti agli immigrati (oggi ribattezzati migranti nell’ambito della manipolazione linguistica) oltre che ai Paesi che li ospitano. Di Mons. Mario…

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Sud: Campania e Calabria, quei segnali positivi fuori dal sistema-Italia

(Lettera Napoletana) C’è qualche segnale di speranza per l’Economia del Sud ? Sì, al di là del piagnisteo permanente dello Svimez, che ripropone la ricetta fallita della Cassa per il Mezzogiorno. Lo certifica la Banca d’Italia nell’aggiornamento congiunturale del Rapporto sulle Economie regionali. Prendiamo le Economie di Campania e Calabria: la prima aveva fatto registrare la crescita maggiore nel 2018, la seconda è in coda tra le regioni del Sud. Certo, in un Paese come l’Italia, vicino alla crescita zero, il quadro congiunturale dell’Economia meridionale non è soddisfacente, ma i segnali positivi esistono e vengono non dal sistema-Italia, che al Sud non dà niente, ma dalle esportazioni e dal turismo. «Nei primi nove mesi del 2019 – scrive Bankitalia nel suo rapporto – l’attività economica in Campania si è ulteriormente indebolita rispetto all’anno precedente, nel quale l’economia campana aveva già subito un significativo rallentamento». (…) «La domanda estera – prosegue…

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Quando i Borbone inventarono la bellezza – Il video

Un libro della giovane studiosa salernitana Alessia De  Santis, “Carlo di Borbone e le eredità Medici e Farnese” (Stamperia del Valentino, Napoli, pp. 156),  ricostruisce i rapporti dinastici ed il contesto storico europeo nel quale si formò il capitale artistico e culturale del Regno dei Borbone-Due Sicilie. Il libro è stato presentato il 14 Ottobre 2019 presso la sede della Fondazione Il Giglio. La conferenza, trasmessa in diretta sulla pagina FaceBook della Fondazione Il Giglio, è ora disponibile in video, con gli interventi  del prof. Gennaro De Crescenzo, Presidente del Movimento Neoborbonico, e dell’autrice, Ing. Alessia De Santis.    

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Nutella si allinea al politically correct, boicottiamola!

(Lettera Napoletana) Il gruppo dolciario piemontese Ferrero, titolare del marchio Nutella, si schiera con il pensiero unico politically correct e ritira la pubblicità al programma televisivo del giornalista francese Eric Zemmour, noto per le sue posizioni critiche nei confronti dell’Islam e dell’immigrazionismo, in onda sull’emittente televisiva Paris Première. È bastata una presa di posizione su Twitter del “collettivo” americano di estrema sinistra “Sleeping Giants”, nato alle fine del 2016 per organizzare il boicottaggio dei mass-media non ostili al presidente Donald Trump, appena eletto, e delle imprese loro inserzioniste, e poi estesosi in Europa come longa manus del pensiero unico, per ottenere l’immediato allineamento della Ferrero. Dopo la messa in onda della puntata del 2 Ottobre scorso del programma “Zemmour et Naulleau”, il “collettivo”, che si dichiara “contro il finanziamento ed il supporto dell’odio” ma, in realtà, diffonde a piene mani odio ideologico nei confronti di giornalisti ed opinionisti indipendenti, ha…

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Due Sicilie: Francesco Saverio Petagna, un Vescovo per Dio e per il Re legittimo

(Lettera Napoletana) A Mons. Francesco Saverio Petagna (1812-1878), i liberali non perdonavano di aver celebrato con grande fasto a Castellammare di Stabia, di cui era Vescovo, i funerali del Re Ferdinando II di Borbone, morto a Caserta il 22 maggio 1859. Accusato perfino di aver denunciato nel maggio 1848 alcuni rivoltosi liberali che si erano rifugiati nella chiesa di San Ferdinando, a Napoli, fatto tecnicamente impossibile, perché ne era diventato Superiore solo nel settembre 1849, il Vescovo legittimista fu costretto a sei anni di esilio in Francia, a Marsiglia. Respinto e riaccompagnato alla frontiera nel 1864, quando aveva chiesto ai nuovi governanti dell’Italia, di rientrare nella propria Diocesi, dove infuriava un’epidemia di colera, rientrò a Castellammare di Stabia il 14 Dicembre 1866 tra l’entusiasmo della popolazione. Nell’anniversario dei 160 anni dalla morte di Ferdinando II, è stato ripubblicato a cura di Gianandrea de Antonellis, che firma l’introduzione, l’Elogio funebre di…

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Cultura: Sylvain Bellenger, un francese che valorizza l’arte napoletana

(Lettera Napoletana) È un grande successo a Parigi la mostra su Vincenzo Gemito (1852-1929) in corso al Petit Palais. “Gemito, le sculpteur de l’âme napolitaine” (dal 15 Ottobre al 26 Gennaio) espone 120 tra le opere dello scultore napoletano e di artisti a lui legati. A margine della Mostra sono in calendario conferenze, concerti, film. Il Petit Palais dedicherà quattro mesi ad una “saison napolitaine” (stagione napoletana). Alla mostra su Gemito seguirà una mostra su Luca Giordano (1834-1705), intitolata “Il trionfo della pittura napoletana”. Dietro l’iniziativa al Petit Palais c’è la mano di Sylvain Bellenger, francese, direttore dal 2015 del Real Museo di Capodimonte. Il 12 Ottobre, Bellenger è stato riconfermato per quattro anni alla guida del Museo napoletano, che ha definito “il più importante d’Italia”, e del Real Bosco di Capodimonte. La mostra su Gemito è stata curata da lui e dal direttore del museo parigino Christophe Leribault. Privo…

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Due Sicilie: quei 135 primati del Regno, nuovo libro di Gennaro De Crescenzo

(Lettera Napoletana) Sarà un altro boccone amaro per le Vestali del rito storiografico risorgimentale antico ed accettato, ma i primati del Regno delle Due Sicilie, tanti ed incontestabili, adesso sono elencati in un libro. 135 eccellenze del Sud sotto il Regno dei Borbone, da Carlo a Francesco II, sono descritti e documentati da Gennaro De Crescenzo, studioso e presidente del Movimento Neoboborbonico (“Il libro dei Primati del Regno delle Due Sicilie dal 1734 al 1860”, Grimaldi & C. Editori, Napoli 2019, pp. 230, € 65,00) in una pubblicazione di pregio dell’editore napoletano Marzio Grimaldi, corredato da 100 illustrazioni a colori. A quelli più noti – dalla prima ferrovia alla prima nave a vapore, al primo ponte sospeso in ferro – si aggiungono primati meno conosciuti anche dagli studiosi, che De Crescenzo riporta in ordine cronologico e correda con dati comparativi: la prima Borsa Valori in Italia (1778), le prime leggi…

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I PONTI DELLA VIA REGIA DELLE CALABRIE, UN PROGETTO DI RECUPERO

Ripartire dalla propria Storia, salvando dal degrado e dall’abbandono i ponti borbonici della Via Regia delle Calabrie e collocando sul territorio un’adeguata cartellonistica. È un progetto che aggrega sette associazioni civiche e culturali di Monterosso Calabro (Vibo Valentia) guidate da Familia de Rubro Monte dell’imprenditore Antonio Parisi, che ne è il coordinatore. Il progetto è stato presentato il 5 Agosto 2019 nell’aula consiliare del Comune di Monterosso nel corso del convegno “L’Architettura borbonica nella Valle dell’Angitola”. La Via Regia delle Calabrie partiva da Ercolano (Napoli) ed arrivava a Reggio Calabria. Sul fiume Angitola, nel territorio di Monterosso, fu avviata nel 1845 la costruzione di un ponte, che fu realizzato in cinque anni. Il Re Ferdinando II vi passò nel 1852, durante il suo viaggio nelle Calabrie, ha ricordato la prof.ssa Carmela Maria Spadaro, dell’Università Federico II. Si trattava di una importante infrastruttura, per consentire il trasporto dei semilavorati e dei celebri fucili delle Ferriere di Mongiana, che…

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L’Architettura borbonica nella Valle dell’Angitola

Carmela Maria Spadaro, Università Federico II   Parlare di architettura borbonica nella valle dell’Angitola significa affrontare essenzialmente il tema della viabilità in una tra le zone più impervie dell’intera penisola italiana. Viabilità perché sostanzialmente questo tipo di architettura contemplò la realizzazione di strade e ponti per collegare parti di territorio su cui insistevano, fino agli inizi dell’Ottocento iperboliche mulattiere; il che avvenne con notevoli difficoltà di realizzazione poiché le condizioni orografiche della zona erano e sono tali da scoraggiare qualsiasi iniziativa, specialmente in tempi in cui la tecnica non aveva ancora trovato soluzioni che rendessero conveniente la realizzazione dei manufatti. Infatti, neanche nel famigerato Decennio francese, cui spesso vengono attribuiti molti più meriti di quanti ne abbia realmente, si ebbe il coraggio di affrontare con serietà il problema della mancanza di strade, fatta eccezione per alcuni tracciati, di non particolare problematicità, nella zona di Vibo Valentia (allora Monteleone). Già nel…

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“La Via Regia delle Calabrie”

di Bruno Congiustì, studioso di Storia delle Calabrie   La principale arteria stradale che attraversa il territorio della Valle dell’Angitola è la storica via Regia delle Calabrie, voluta da Ferdinando II di Borbone. Il monumentale ponte sul fiume Angitola, progettato dall’Ing. Giuseppe Palmieri, fu avviato nel 1845 e portato a termine dopo cinque anni. Sempre in quei primi anni ‘40 dell’800, si iniziò a porre mano alla via Regia che avrebbe collegato il mar Tirreno ed il mar Ionio, oltre alla derivazione per Mongiana e Ferdinandea. Si trattò, quindi, della prima vera trasversale in Calabria. che portò a un notevole impiego di manodopera e avrebbe potuto portare a reali trasformazioni socio-economiche, se non fosse partita una politica post-unitaria di massiccio svuotamento di un’area vasta Ma rimaniamo sulla nostra via Regia delle Calabrie dove partirono diversi cantieri di lavoro. Le opere, quindi, non procedevano su un unico fronte. Uno degli appaltatori più…

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