IL PRINCIPE CARLO PREGA PER S.M. FRANCESCO II DI BORBONE

S.A.R. Il Principe Carlo di Borbone-Due Sicilie ha partecipato alle celebrazioni per i 120 anni dalla morte di S. M. Francesco II (1836 -1894).  Sabato 22 novembre il Principe ha assistito nella chiesa di S. Ferdinando di Palazzo alla Messa di Suffragio per l’ultimo Re delle Due Sicilie e si è raccolto in preghiera in ricordo del suo antenato. Il percorso terreno di Francesco II è stato contraddistinto dalla difesa della dignità e dell’onore napoletano, e dalla santità di vita durante il lungo esilio. La Fondazione il Giglio auspica che i suoi grandi meriti trovino riconoscimento con l’apertura della causa di beatificazione che lo elevi all’onore degli altari, ed invita i propri soci ed amici alla preghiera ed alla raccolta di informazioni e testimonianze che possano contribuire a questo grande risultato. Dopo il rito a S. Ferdinando, il Principe Carlo di Borbone ha partecipato ad un pranzo offerto a 70…

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S. M. FRANCESCO II BORBONE, SANTO E SOLDATO

La Fondazione Il Giglio si associa alle celebrazioni per 120 anni dalla morte di S.M. Francesco II di Borbone (Napoli 1836 – Arco di Trento 1894), ultimo Re delle Due Sicilie, promosse dal Movimento Neoborbonico con il patrocinio del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Figlio della Beata Maria Cristina, moglie di Ferdinando II e Regina di Napoli, era profondamente religioso e seppe affrontare cristianamente i lunghi anni dell’ esilio e della sofferenza, fino alla morte in solitudine e nell’anonimato, ad Arco di Trento. Ma a soli 23 anni, quando divenne Re, affrontò con coraggio l’aggressione piemontese, l’ostilità di Inghilterra e Francia, principali potenze dell’epoca, il tradimento dei corrotti passati al nemico, che lo circondavano a Corte e agli alti gradi dell’ Esercito. Re Francesco II seppe combattere con onore, da soldato napoletano, a Capua, sul Volturno ed a Gaeta. Una difesa senza speranza di vittoria, e dunque tanto…

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“Corso Ferdinando II di Borbone” a Caserta

Il 12 novembre, il Consiglio Comunale di Caserta, approvando la proposta del consigliere di minoranza Luigi Cobianchi (Futuro e Libertà), ha votato un ordine del giorno che impegna l’amministrazione comunale a ripristinare la denominazione storica di Corso Ferdinando II per Corso Trieste, arteria principale della città. “Si tratta di un omaggio della città di Caserta e del Consiglio Comunale ai Borbone” ha dichiarato il sindaco Pio Del Gaudio (Forza Italia) (“Corriere del Mezzogiorno” on-line, 13.11.2014). Infatti, nella motivazione della proposta viene ricordato il «profondo vincolo che lega indissolubilmente Caserta alla dinastia Borbonica che, di fatto, la creò e la rese grande e munifica, con una serie di opere e monumenti, tre dei quali inseriti dall’Unesco nell’elenco dei beni patrimonio dell’umanità». L’iniziativa è stata accolta con grande favore dai cittadini e dai Campani in generale. Un sondaggio promosso dal sito del quotidiano “Il Mattino” sulla decisione del Consiglio comunale di Caserta,…

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LA FINE DELLE DUE SICILIE, IL PAMPHLET DI CALÀ ULLOA. Stampa l’invito

Thesaurus Edizioni, nuova casa editrice napoletana, ha ripubblicato un’importante testimonianza sulle conseguenze dell’unificazione nell’ex Regno delle Due Sicilie. Si tratta di “Delle presenti condizioni del Reame delle Due Sicilie”, amaro pamphlet di Pietro Calà Ulloa, Primo Ministro del governo in esilio di Francesco II di Borbone, uscito nel 1862. Calà Ulloa (1801-1878), Duca di Lauria, Procuratore generale a Trapani, giurista ed uomo politico, era un liberale moderato e si era schierato nel 1848 con i sostenitori della Costituzione. Fu nemico di Giacinto de’ Sivo, al quale cercò di impedire la pubblicazione della sua fondamentale “Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861”. Ma è probabile – come scrive Gennaro De Crescenzo nella sua introduzione – che di fronte ai fatti (la rovina di quella dinastia alla quale Calà Ulloa era leale), avesse rivisto in parte le sue posizioni. “Delle presenti condizioni del Reame delle Due Sicilie” è la testimonianza di un…

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25 anni fa cadeva il Muro di Berlino

Il 13 agosto 1961 il regime comunista della Germania Est (DDR) cominciò la costruzione di un muro per dividere in due Berlino. L’accesso e l’uscita dalla parte orientale della città fu bloccato dai Vopos (abbreviazione per Volkspolizei, “Polizia popolare”) con le armi spianate. Nel giro di poche ore l’intera linea di confine tra le due Germanie era presidiata dalla polizia. L’obiettivo era quello arginare la fuga di massa verso l’Occidente di cittadini della “Repubblica democratica tedesca”, questo il nome ufficiale della Germania comunista, verso l’Occidente. Prima del completamento del muro fu collocato un reticolato di filo spinato alto due metri, completato il 15 agosto. Pochi giorni dopo un secondo ed un terzo reticolato di filo spinato furono aggiunti ai blocchi di pietra del muro, che già raggiungeva i tre chilometri di lunghezza. Si apriva così una delle pagine più atroci del totalitarismo comunista, durata 28 anni, fino al crollo dei…

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berlino 3: le foto per non dimenticare

  1961 – 2011 cinquant’anni di storia         Quarantacinque foto per non dimenticare uno dei capitoli più crudeli, sanguinosi ed eroici della storia del XX secolo. Un album che raccoglie immagini dal 1961 al 1989, per vedere con i propri occhi cosa è capace di concepire un’ideologia che pretende di trasformare gli uomini in ingranaggi della macchina rivoluzionaria. Per conservare la memoria delle vittime della rivoluzione comunista – migliaia nella sola Berlino, milioni nel mondo – che una storiografia partigiana e bugiarda vorrebbe cancellare, considerandole l’irrilevante danno collaterale di un “progresso ineludibile”.   Guarda le foto   Potrebbero interessarti anche: Il muro che divise il mondo Tutti i numeri del muro che divise il mondo Ascolta Berlin di Leo Valeriano Biblioteca: Comunismo Il fascicolo completo con testi e foto è disponibile nella pagina del Download / Formazione / Rivoluzione oppure cliccando qui [wpfilebase tag=file id=184 tpl=download-button /]

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Berlino 4: la canzone di Leo Valeriano

  1961 – 2011 cinquant’anni di storia              Berlin  di Leo Valeriano (1965) Il cielo è sempre grigioLa gente è indifferenteBerlino dal muro di fangoHa solo canzoni di morte. Berlin oh mein Berlin, BerlinCantava nel sole ogni ragazzo che è morto per teE mentre il mondo invoca la paceSulle tue strade muore ogni giorno la libertà.Fate parlare la FriederichstrasseFate parlare Brandeburger TorRacconteranno di FechterRacconteranno di SeidelE vi diranno le pene della mia bella città Berlin oh mein Berlin, BerlinLa gente tranquilla si è già scordata di teDaremo ai profughi una coperta E un lavoro alle fabbriche KruppPerché non turbino il sonnoDi queste nostre città Berlin oh mein Berlin, BerlinNessuno più vuole sentire la tua preghieraSi vive solo per una speranzaE non si mendica la libertàMa sulle croci del muroC’è l’erba della viltà Berlin oh mein Berlin, Berlin   Potrebbero interessarti anche: Il muro che divise…

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Berlino 2: tutti i numeri del muro che divise il mondo

  1961 – 2011 cinquant’anni di storia           Data della costruzione del muro: 13 agosto 1961 Lunghezza dell’intero confine tra Berlino Ovest e il territorio DDR: 155 km Confine all’interno della città di Berlino: 43 km Cinta esterna tra Berlino Ovest e il territorio DDR: 112 km Passaggi tra Berlino Ovest ed Est: 8 Passaggi tra Berlino Ovest e DDR: 6 Bunker: 20 Torri di osservazione: 302 Corridoi sorvegliati da cani: 259 Lunghezza del fossato anticarro (con cavalli di Frisia): 105,5 km Lunghezza del recinto di contatto e segnalazione: 127,5 km Strada di pattugliamento illuminata: 124,3 km Altezza massima del muro di calcestruzzo: 3,60 m Persone che attraversavano quotidianamente il confine per lavoro fino all’agosto 1961: 500.000 circa Persone fuggite ad Ovest tra il 1945 e il 1961: 3,6 milioni Media annuale: 225.000 persone Persone fuggite nel settore Ovest nel 1960: 360.000 circa Persone fuggite dalla…

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Berlino 1: il muro che divise il mondo

1961 – 2011 cinquant’anni di storia Prima della costruzione del muro (dal 1949, anno della divisione della Germania, al 1961), la città di Berlino costituiva una enclave all’interno del territorio della zona di occupazione assegnata all’Unione Sovietica al termine della Seconda Guerra Mondiale. La città era divisa in quattro settori controllati da Unione Sovietica (Berlino Est), Stati Uniti d’America, Francia e Gran Bretagna (Berlino Ovest), comunicanti attraverso varchi denominati secondo l’uso militare americano A (Alpha), B (Bravo), C (Charlie) e attraverso accessi ferroviari verso la Repubblica Federale Tedesca. Il varco C, conosciuto come Checkpoint Charlie, in Friedrich Strasse, era riservato al passaggio del personale diplomatico. I cittadini potevano circolare liberamente tra tutti i settori: ogni giorno circa mezzo milione di persone si spostava in entrambe le direzioni per motivi di lavoro, avendo modo così di confrontare le diverse condizioni di vita. Tra il 1945 e il 1961 circa 3,6 milioni…

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La scoperta del bello. Come arte, musica e ambienti influiscono sulle nostre tendenze

  Seminario FC 2012 Bello è ciò che risulta gradevole nell’essere guardato e conosciuto, secondo la nota definizione di San Tommaso d’Aquino (S. Th., I, q.5, a.4). Perché ciò avvenga è necessario che il nostro sguardo possa posarsi sulla purezza delle forme, sull’armonia delle proporzioni e sullo splendore che promana da ciò che si ha di fronte, sia in senso corporeo che spirituale. Tanto vale per il bello in tutte le sue forme, visive e uditive, e per gli uomini di tutti i tempi e di tutte le culture. Se poi si aggiunge che “bello” deriva da una forma arcaica latina di “buono”, il quadro si completa: ciò che è integro, puro, armonioso e debitamente proporzionato, cioè bello, è anche buono e si conviene all’uomo, fatto ad immagine di quella «Bellezza infinita, così antica e così nuova» cantata da S. Agostino (Confessioni, X, 27-38). Qual è, allora, l’effetto che arte…

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