Opuscoli de Il Giglio – Quaderni di documentazione

Quaderni di documentazione e ricerca Le relazioni tenute ai Convegni dell’Editoriale Il Giglio in occasione della Festa Onomastica di S.M. il Re Ferdinando II svolta a Gaeta dal 2000 al 2002 opuscoli a stampa, formato A5 (15×21), copertina plastificata           Giugno 2000   Il buon governo napoletano   I Napoletani e lo Stato delle Due Sicilie di Gennaro De Crescenzo   Il modello amministrativo borbonico di Mariolina Spadaro   € 6,00 + spese postali       Maggio 2001   Briganti del Re resistenza antiunitaria e legittimisti nelle Due Sicilie   Volti e nomi di una guerra misconosciuta Il Sud e la perdita dell’identità di Francesco Maurizio Di Giovine   Un eroe legittimista: José Borjes di Antonella Grippo   Perché divennero briganti di Gennaro De Crescenzo   € 7,00 + spese postali         Maggio 2002   Quando il Sud era libero e forte…

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Opuscoli de Il Giglio – Per la memoria contro l’oblio

  Per la memoria contro l’oblio Le relazioni tenute ai Convegni curati dall’Editoriale Il Giglio su Gli Eroi del Volturno tenuti a Capua dal 2002 al 2007 Fascicoli rilegati, formato A4 (21×29) ognuno € 6,00 + spese postali   ottobre 2002   Gli Eroi del Volturno   Cronologia della battaglia del Volturno   Eroi sconosciuti di Gennaro De Crescenzo   Memoria storica e bene comune di Giovanni Turco   Brani scelti da La conquista del Sud     ottobre 2003   Gli Eroi del Volturno   La storia da riscrivere: la battaglia del Volturno di Francesco Maurizio Di Giovine   La memoria storica e la nostra identità di Gennaro del Crescenzo   Biografie degli Eroi del Volturno immagini e testi     ottobre 2004   La politica come testimonianza   Carlo I d’Asburgo: soldato, imperatore, santo di Francesco Maurizio Di Giovine   Francesco II di Borbone: l’onore delle Due Sicilie…

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La collezione de L’Alfiere

La collezione de L’Alfiere L’Alfiere è la storica pubblicazione napoletana tradizionalista fondata nel 1960 dall’avvocato Silvio Vitale. Autorevole punto di riferimento per il mondo tradizionalista meridionale e non, la rivista per prima intraprese la difficile strada del recupero delle fonti storiche per una rilettura critica della vicenda risorgimentale, in netto contrasto con la retorica storiografica rinnovata dal centenario dell’unificazione d’Italia, allora appena celebrato. Nel corso degli anni, L’Alfiere ha ospitato firme di indiscutibile valore nel campo della ricerca storica ed ha promosso innumerevoli iniziative culturali per il recupero della memoria storica delle Due Sicilie, permettendo a tanti di riscoprire eventi e personaggi cancellati dalla storiografia ideologizzata trasmessa nelle aule scolastiche e universitarie. Per molti, L’Alfiere è stato il punto di partenza per una ricerca culturale, ma anche personale, delle proprie radici e della propria identità. La raccolta completa della rivista napoletana rappresenta una preziosa antologia documentaria per chiunque si occupi…

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Cd musicali

  Nuovo Contrordine Mondial € 15,00 + spese postali Il cd di Povia, cantante anticonformista che da qualche tempo non fa mistero di un percorso di recupero delle radici storiche e che ha assunto posizioni molto critiche rispetto all’unificazione italiana. Le canzoni di Povia si sono spesso rivelate in controtendenza rispetto alle vulgate politically correct, in campo sociale, etico e storico, anche se non sempre connotate in modo omogeneo. Il cd contiene il brano “Al Sud”, un breve ed efficace compendio della storia del Regno delle Due Sicilie, prima e dopo dell’unificazione d’Italia, che si apre con l’ “Inno delle Due Sicilie”. Leggi l’intervista a Povia Guarda il video I brani del cd sono: Chi comanda il mondo? Al Sud Dobbiamo salvare l’innocenza Voglio respirare Job act Ignorante Illuso Meravigliosa follia La terminologia dei bimbiminkia Il mondo fuma Siamo italiani Essere non essere Selvaggia La soglia del 3 Era meglio Berlusconi Stare bene Tornerà l’estate Il…

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Calendario 2013

  La settima edizione della tradizionale pubblicazione di fine anno con calendario, è dedicata alle ECCELLENZE DEL REGNO Le produzioni, le imprese, le arti tradizionali, le specialità conosciute ed esportate in tutto il mondo da quelle imprese che stavano realizzando lo sviluppo industriale del Regno, riuscendo a coniugare in sapiente equilibrio innovazione e lavoro, capitale privato e intervento pubblico, profitto e crescita sociale. Un modello di sviluppo che puntava in alto e si poneva in stridente contrasto con le “rivoluzioni industriali” che nel resto d’Europa e del mondo avrebbero portato rapidamente al tragico confronto tra ideologie capitalistico-liberali e ideologie marxistiche che ha condizionato la storia degli ultimi 150 anni. Le eccellenze delle Due Sicilie, come il resto dell’industria nazionale, pagarono lo scotto del violento abbandono di quel modello di sviluppo nel 1860, alcune scomparendo per sempre, altre sopravvivendo faticosamente, apprezzate più all’estero che all’interno, costituendo il vero cuore del “made in Italy”. I…

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Calendario 2012

  La pubblicazione di fine d’anno è dedicata a LE FESTE DEL REGNO con il calendario 2012 La parola “festa” è una delle poche che, associate all’aggettivo “borbonico”, per una volta non è sinonimo di “negativo o arretrato”, ma di “elegante, fastoso, sontuoso”. Non è un caso, invece, che le famose “tre F: feste, farina e forche” utilizzate per denigrare i Borbone comprendano anche le feste,  in un teorema che è l’esatta dimostrazione delle falsità storiche diffuse per un secolo e mezzo. Dati alla mano, infatti, in tutto il Regno si disponeva di “farina” sufficiente per non costringere i Popoli delle Due Sicilie a diventare emigranti come sarebbe accaduto (a milioni) solo dal 1860 ad oggi. Quanto alle “forche”, poi, si tratta della consueta retorica smentita dai documenti: nelle Due Sicilie si registrava il minor numero di condannati a morte tra gli Stati italiani preunitari e tra molti di quelli del…

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Regie Ferriere di Mongiana

L’industrializzazione del Regno delle Due Sicilie era in piena attuazione nel 1860 e toccava già punte d’eccellenza in diversi settori. La conquista del Regno interruppe l’espansione dell’industria meridionale perché le industrie del Nord, che avevano in parte finanziato l’impresa, non ammettevano concorrenza e richiedevano manodopera a basso costo. Il testo che presentiamo, della prof.ssa Mariolina Spadaro, dell’Università Federico II di Napoli,  è una documentata ricerca sulle Ferriere di Mongiana, uno dei siti industriali di maggior rilievo del Regno sorto nelle Calabrie, in quella che oggi è la regione più povera d’Italia, dove la disoccupazione raggiunge percentuali a due cifre e dalla quale l’emorragia dell’emigrazione non si è mai interrotta. Portato alla chiusura e abbandonato subito dopo l’unificazione, solo recentemente il complesso di Mongiana è stato “riscoperto” dagli storici e dagli amministratori locali, che ne hanno avviato e in parte attuato il recupero architettonico. La documentazione storica su Mongiana rimane comunque limitata ad ambiti specialistici.…

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Sul brigantaggio

di Marina Carrese   Il 7 settembre 1860, Garibaldi entrava in Napoli alla testa delle sue truppe rivoluzionarie, per imporre il nuovo ordine istituzionale al popolo del Regno delle Due Sicilie. Non si trattò della prima sollevazione armata popolare in assoluto, poichè già altri scontri si erano avuti in altre zone, ma la data rende significativa la vicenda di Montemiletto, perché indica che sin dall’inizio il nuovo regno d’Italia, non ancora ufficialmente nato, ebbe contro quel popolo in nome del quale pretendeva di legittimarsi agli occhi delle potenze europee. Quello stesso giorno, a Montemiletto, nell’avellinese, ebbe luogo una sanguinosa azione di guerriglia antiunitaria, alla quale prese parte l’intera popolazione, contadini, artigiani, donne e briganti. Così pure il 21 ottobre, giorno del plebiscito, si ebbero sollevazioni popolari praticamente in tutte le province e, fino alla resa di Gaeta, una sorta di insurrezione permanente fiancheggiò le operazioni dell’Esercito borbonico, in tutta la…

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Un gulag tra le Alpi

“Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili: Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò non rifarei la via dell’Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio” (G. Garibaldi). Questa vera e propria confessione del cosiddetto “eroe dei due mondi” la dice lunga su quello che è stata l’occupazione piemontese delle regioni già facenti parte del Regno delle Due Sicilie. Un’occupazione tanto feroce da farsi bollare per bocca di un politico non certo sospettabile di simpatie reazionarie, Antonio Gramsci, con queste terribili parole: “Lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, crocifiggendo, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare con il marchio di briganti”. In realtà non furono solo i contadini poveri a pagare il prezzo dell’occupazione sabauda. Una sorte terribile…

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