L’articolo di Giacomo Rocchi, magistrato presso il Tribunale di Firenze, analizza il testo della legge 194 sull’aborto, e svela le reali intenzioni del legislatore nella composizione di un testo ambiguo e volutamente incoerente, il cui unico scopo era la piena liberalizzazione dell’aborto. Lettura indispensabile per evitare l’equivoco di credere che “se la 194 fosse ben applicata in tutte le sue parti sarebbe una buona legge”, vergognosa affermazione diffusa da movimenti pro vita che, in nome di pretese strategie di apertura al dialogo, hanno abbassato sempre di più il livello della battaglia, finendo per assumere posizioni di compromesso e scoraggiando qualsiasi tentativo di ricostruzione di un fronte veramente antiabortista in Italia. Intanto, in quasi quaranta anni di 194, sono stati uccisi 5 milioni e mezzo di bambini. (I corsivi tra parentesi sono della nostra redazione) Non esiste una parte buona della 194! di Giacomo Rocchi 1. In questo periodo, dopo il fallimento del referendum abrogativo della…
Leggi tutto Non esiste una parte buona della 194!Autore: admin
Libano 2 / Cronologia di un martirio
Gli avvenimenti principali della storia del Libano, nello scorso secolo: una breve cronologia, a partire dalla nascita della repubblica. 1943: dopo cinque secoli di dominio ottomano e vent’anni di protettorato francese, nasce la Repubblica Libanese, fondata sull’equilibrio delle diverse culture e confessioni religiose, grazie ad un tacito, ma riconosciuto fondamentale, Patto Nazionale che stabilisce la tutela delle diverse comunità e la ripartizione delle cariche istituzionali [ai cristianomaroniti fu attribuita la Presidenza della Repubblica perché riconosciuti garanti dell’indipendenza nazionale e perché comunità di maggioranza nel Paese; ai musulmani fu attribuita la Presidenza del Consiglio (sunniti), la Presidenza della Camera (sciiti) e il Comando delle Forze Armate].Il giovane Libano si trova, suo malgrado, immediatamente coinvolto nella crisi mediorientale nata con la costituzione di Israele (1949) e sfociata nel conflitto arabo-israeliano. 1967: un vero e proprio esodo di profughi palestinesi imprime una escalation inarrestabile: i campi profughi si trasformano in basi terroristiche di…
Leggi tutto Libano 2 / Cronologia di un martirioLibano 1/ Il paese dei cedri
Il Libano è un piccolo paese mediorientale (10.452 kmq) con una popolazione di circa 3,5 milioni di abitanti. Una storia lunga 14 secoli il Libano, infatti, è stata la terra dei Fenici e molte vicende bibliche si sono svolte nei suoi confini; è menzionato otre 60 volte nella Bibbia;è l’unico paese visitato da Gesù Cristo fuori della Palestina;nel suo territorio si trovano Cana, città del primo miracolo di Gesù, e il monte Hermon, probabilmente il monte Tabor della Trasfigurazione;il simbolo nazionale, il cedro, che compare anche nella bandiera, conosciuto con il nome di Arz el Rab (cedro di Dio), è l’unico albero che “Dio ha piantato con le sue mani”, secondo la tradizione biblica, dove è citato 103 volte. Prima del 1975, la maggioranza della popolazione era cristiana, ma in Libano hanno convissuto pacificamente e in perfetto equilibrio ben 18 comunità religiose cristiane, islamiche, druse ed ebraiche. Questa felice situazione, che…
Leggi tutto Libano 1/ Il paese dei cedriLa 194: e se la tocchiamo?
La legge che nel 1978 legalizzò l’aborto in Italia è considerata una sorta di totem, davanti al quale va ad infrangersi qualunque richiesta di revisione o anche solo di riflessione. Si arriva persino a dichiarare che la 194 non possa essere messa in discussione per il solo fatto di essere una legge dello Stato, quasi che, in questioni giuridiche, il fondamento della verità risieda nelle decisioni del Parlamento e non nelle realtà concrete riconosciute dal diritto naturale. Che gli abortisti – radicali, vetero-femministe e sinistri in genere – facciano di tutto per accreditare la intangibilità della 194 non meraviglia. Non è tollerabile, invece, che questa tesi non trovi valida opposizione da parte del fronte antiabortista, anche in casa cattolica. Da tempo, infatti, movimenti pro vita, per timore di irrigidimenti da parte abortista, hanno inaugurato una “strategia del dialogo” che evita qualunque opposizione diretta alla 194. Secondo questa fallimentare strategia, in…
Leggi tutto La 194: e se la tocchiamo?La Battaglia delle Idee
La battaglia delle idee Rettificare i giudizi sbagliati, i luoghi comuni, i falsi ripetuti per ignoranza o per conformismo, scrivendo ai giornali e’ un modo intelligente di combattere la battaglia delle idee. La rubrica delle lettere nei quotidiani è molto letta e spesso ospita anche tesi in contrasto con la linea del giornale, nell’ obiettivo di guadagnare lettori. Inoltre molti quotidiani hanno propri siti Internet con notizie che possono essere commentate lettori subito dopo la pubblicazione. Da soli o meglio ancora in gruppo si possono inviare, anche per e-mail, brevi note di critica ai giudizi errati o conformistici sulla storia delle Due Sicilie e sui falsi storici. Saranno lette da decine di migliaia di persone contribuendo a modificare i loro giudizi. Per condurre in forma organizzata la battaglia delle idee si può formare un gruppo con amici e conoscenti ed intervenire con più lettere a…
Leggi tutto La Battaglia delle IdeeLe bugie degli abortisti
Periodicamente, ad ogni minimo cenno di una generica riflessione sull’attualità della legge sull’aborto, vivaci proteste si sollevano dal fronte femminista “in difesa della 194”, vero e proprio totem della cultura contemporanea. Uno dei mantra immancabili in queste occasioni è che la legge avrebbe sconfitto l’aborto clandestino e avrebbe addirittura dimezzato il numero totale degli aborti legali. Inutile precisare che neppure un argomento o un dato reale vengono citati a sostegno di questa tesi, per il semplice motivo che non ce ne sono e che si tratta del solito ritornello da mandare a memoria acriticamente. La verità è che la legge 194 ha permesso l’omicidio, legale, assistito e gratuito (cioè pagato con soldi pubblici), di 5 milioni e mezzo di bambini, ai quali vanno aggiunti un numero imprecisato (non inferiore a 40mila) di aborti precocissimi dalle 400mila “pillole del giorno dopo” vendute in farmacia ogni anno; ha attestato stabilmente il numero degli…
Leggi tutto Le bugie degli abortisti“Il grido silenzioso” di Bernard Nathanson
Il dott. Bernard Nathanson (1926-2011), famoso ginecologo di New York, può essere considerato tra i padri della legge del 1973, che liberalizzò l’aborto negli Stati Uniti. Convinto assertore della pratica dell’aborto, Nathanson fu tra i fondatori del NARAL (National Association for the Repeal of Abortion Laws) nel 1969 e direttore del Center for Reproductive and Sexual Health, la più grande clinica d’aborto nel mondo, nella quale ne erano stati praticati 75mila. Applicando durante un intervento la tecnologia degli ultrasuoni, cioè l’ecografia da poco inventata, rimase sconvolto da ciò che vide e iniziò un percorso di dubbio e di revisione, anche pubblica delle proprie posizioni, cosa che ovviamente gli attirò violente critiche, emarginazione, minacce di morte. Nel 1979, uscì definitivamente dall’industria dell’aborto e divenne un testimone della battaglia per la vita. A lui si deve la registrazione di un’ecografia, divenuta un filmato che ha fatto il giro del mondo con il titolo “Il grido silenzioso” (The Silent Scream),…
Leggi tutto “Il grido silenzioso” di Bernard NathansonPolitici cattolici? No, se sostengono l’aborto!
Nel giugno del 2004, la campagna elettorale negli USA fu scossa da violente polemiche sull’aborto. In particolare, esponenti di entrambi i partiti, pretendendo di rappresentare l’elettorato cattolico, presero posizione a favore del “diritto” all’aborto e di politiche di sostegno alle organizzazioni abortiste. La Congregazione per la Dottrina della Fede, di cui era Prefetto il cardinale Joseph Ratzinger, poi eletto al Soglio pontificio con il nome di Benedetto XVI, indirizzò un memorandum riservato in lingua inglese al cardinale Theodore E. McCarrick, arcivescovo di Washington, e all’arcivescovo Wilton Gregory, presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, nel quale richiamava gli elementi essenziali della dottrina in materia di aborto e le ricadute sulla possibilità di accostarsi ai sacramenti, con particolare riferimento ai politici. Il documento è rimasto a lungo riservato e soltanto recentemente è stato reso pubblico da alcune associazioni americane di volontari per la vita. Ne riportiamo ora il testo integrale, tradotto in…
Leggi tutto Politici cattolici? No, se sostengono l’aborto!Cosa pensano davvero gli abortisti
Quello che segue è il testo di un editoriale pubblicato il 22 gennaio 2006, in prima pagina, da Liberazione – giornale comunista, allora organo del Partito della Rifondazione Comunista. È un’utile lettura perché, sin dal titolo, chiarisce quale sia la reale posizione sull’aborto di quella sinistra che della legge 194 ha fatto una bandiera della “liberazione femminile”. In poche righe, l’autrice passa dall’accecamento ideologico al cinismo politico, fino al più aberrante vetero-femminismo. Chiarisce, prima di tutto, che l’aborto non è un dramma ma un’esperienza di crescita e di consapevolezza, e che il vero dramma per una donna non è la morte del figlio ma l’essere lasciata dal fidanzato. Poi, spiega che l’uso della parola “dramma” è solo una strategia politica buona per zittire gli avversari. Però, va usata con cautela perché nasconde anche il grave pericolo di avallare una visione metafisica della vita (Dio ne scampi!). Infine, informa che la vita ha inizio…
Leggi tutto Cosa pensano davvero gli abortistiRU 486: il pesticida umano
La RU 486 è una pillola abortiva, la cosiddetta “pillola del mese dopo”, che consentirebbe l’aborto “leggero”. Comunque si cerchi di indorare questa pillola, si tratta di uno strumento di morte, che il grande genetista Jérome Lejeune definì “pesticida umano”. Che cos’ è la RU-486 RU-486 è il nome commerciale di un farmaco steroideo a base di mifepristone, un inibitore del progesterone che, assunto precocemente, è in grado di interrompere una gravidanza nell’85% circa dei casi. Viene associato all’assunzione, dopo 48 ore, di prostaglandine in pillole o in candelette vaginali, che favoriscono l’espulsione dell’embrione, raggiungendo così il 95% di effetto abortivo. La sua efficacia diminuisce dopo il 49° giorno e solitamente non viene utilizzato oltre il 63° giorno, anche se resta efficace per tutto il primo trimestre di gravidanza. L’espulsione dell’embrione (che alla settima settimana misura tra 1 e 2 cm, ha braccia e gambe allungate) avviene inducendo contrazioni uterine, con dolori…
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