In esclusiva, la versione integrale dell’intervista al Prof. Angelo Serra S.I., docente emerito di Genetica umana all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, membro della Pontificia Accademia per la Vita, scienziato di fama internazionale e gesuita. L’intervista, in una versione ridotta, è stata pubblicata sul quotidiano napoletano ROMA, il 30.09.2004. Il Prof. Serra è autore di numerose opere scientifiche e libri di più facile accessibilità sui temi dell’embriologia e dello sviluppo intrauterino della vita, tra cui ricordiamo L’uomo-embrione: il grande misconosciuto (Cantagalli 2003). È deceduto il 20 gennaio 2012. ——————————————— D: La legge 40/2004 è accusata da più parti di essere illiberale, antiscientifica, addirittura “talebana” per la sua caratterizzazione “troppo cattolica”. Lei quale valutazione complessiva ne dà, come uomo di scienza e uomo di Chiesa? R: La situazione storica nella quale viviamo di democrazia e di pluralismo etico implica necessariamente, nella stesura di una legge, la presenza di e la discussione su opinioni…
Leggi tutto Il grande ingannoCategoria: Difesa Della Vita
Fecondazione in cifre
Anche per la fecondazione artificiale, come per tutti gli argomenti scientifici la cui portata sconfina nel diritto naturale, la manipolazione ideologica del linguaggio e delle idee svolge un ruolo determinante che mira a modificare la percezione della realtà. Soprattutto oggi che, con l’avanzata, anche in campo giuridico, dei cosiddetti “diritti LGBT”, la fecondazione artificiale, nella versione eterologa, ha ricevuto un notevole impulso legato alla pratica dell’utero in affitto. È opportuno, quindi, delineare un quadro quanto più chiaro e veritiero della situazione, ricorrendo a dati certi che non si prestino facilmente a ingannevoli giochi di prospettiva. Le informazioni che seguono sono tratte dall’ultima Relazione sull’applicazione della Legge 40/2004, pubblicata dal Ministero della Salute il 26 giugno 2015, che riporta i dati definitivi del 2013. Le informazioni provenienti da fonti diverse ne riportano l’indicazione. —————————————- 1978 l’anno di nascita della prima bambina in provetta (Media) 6 milioni circa i bambini nati dalla fecondazione artificiale nel mondo…
Leggi tutto Fecondazione in cifreA proposito di staminali
“Un fine buono non rende buona un’azione in sé cattiva” Pontificia Accademia per la VitaDichiarazione sulla produzione e sull’uso scientifico e terapeutico delle cellule staminali embrionali umane COSA SONO LE CELLULE STAMINALI I “luoghi” di reperimento delle cellule staminali sono fondamentalmente due: 1. l’embrione allo stadio di blastocisti, che fornisce le cellule staminali embrionali (ESC); 2. vari tessuti dell’organismo già compiutamente formato, da cui provengono le cosiddette cellule staminali adulte (ASC), come il sangue (dei feti e dei neonati, rintracciabile nel cordone ombelicale e nella placenta, del midollo spinale degli adulti e anche del loro sistema circolatorio periferico), il cervello, il mesenchima di vari organi. I tipi di cellule staminali che vengono ottenute dalle due “fonti” hanno caratteristiche differenti quanto al loro grado di differenziazione: le cellule totipotenti, proprie unicamente degli embrioni nei primi stadi hanno la possibilità di riprodursi e differenziarsi in modo da formare un altro…
Leggi tutto A proposito di staminaliLa “dolce morte” di Terri Schiavo
L’eutanasia è una forma di suicidio o di omicidio legalizzato, la cui orrenda realtà resta evidente nonostante il pesante maquillage fatto di definizioni ipnotiche e di presentazioni falsamente compassionevoli. Infatti, secondo una ben nota e collaudata tecnica – la “finestra di Overton” – messa in atto per abbassare il livello di repulsione che scatta naturalmente in ciascuno di noi di fronte a realtà aberranti, e che provoca l’immediata reazione, l’eutanasia viene propagandata come “pietoso rimedio”, dolce morte” o “uscita dignitosa”. Persone in perfetta buona fede, animate da sincera compassione per chi soffre, sono indotte a pensare che procurare a se stessi o a una persona cara una morte “dolce” e “dignitosa” possa essere non solo un atto lecito ma addirittura preferibile ed auspicabile, in caso di malattie lunghe e/o inguaribili. Per confutare questa follia, dovremmo addentrarci nell’analisi dell’ideologia totalmente anti-umana che trova espressione nell’eutanasia, e della cultura materialistica che ne è alla base, la quale attraverso il “giovanilismo”, l’efficientismo, il sensualismo, lo “scientismo” cerca di convincere l’uomo post-moderno di essere in grado…
Leggi tutto La “dolce morte” di Terri Schiavo10 tappe verso la dolce morte
L’articolo, apparso sul numero di novembre 2006 della rivista di apologetica Il Timone (www.iltimone.org), è una preziosa analisi della strategia in atto per giungere alla legalizzazione dell’eutanasia. Identica a quella utilizzata negli anni Settanta ed Ottanta per legalizzare divorzio e aborto, dimostra come il fronte anti-vita, giudato dai soliti Radicali, sia compattamente organizzato, pianifichi le proprie mosse scientificamente, conosca ed utilizzi perfettamente le tecniche della disinformazione e della manipolazione dell’opinione pubblica. Questa elaborata macchina distruttiva è necessaria per dare l’impressione che, quella che in realtà è una sparuta minoranza, sia invece interprete – ed avanguardia – della volontà della maggioranza. Si tratta di un’abile illusione ottica che rischia, però, di riuscire nel suo intento, se i cattolici e tutte le persone di buon senso non restano vigili e reattivi. L’autore, Mario Palmaro, docente di Filosofia del Diritto dell’Università di Padova e presso la Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, è stato una delle…
Leggi tutto 10 tappe verso la dolce morteDifesa della Vita – ABORTO – Ma che dramma e dramma…!
Quello che segue è il testo di un editoriale, a firma di Angela Azzaro*, pubblicato sulla prima pagina di Liberazione – giornale comunista, organo del Partito della Rifondazione Comunista, guidato da Fausto Bertinotti. La sua lettura, per quanto indigesta, è utile perché il testo esplicita, sin dal titolo, quale sia la reale posizione rispetto all’aborto di quella sinistra che dà in escandescenze ogni qualvolta si nomini la legge 194, anche solo per chiederne l’applicazione integrale. In poche righe, la Azzaro passa dall’allucinazione ideologica, al cinismo politico, al più aberrante vetero-femminismo. Ci dice, prima di tutto, che l’aborto non è un dramma ma un’esperienza di crescita e di consapevolezza, e che il vero dramma per una donna non è la morte del figlio ma l’essere lasciata dal fidanzato. Poi, ci spiega che l’uso della parola “dramma” è solo una strategia politica buona per zittire gli avversari. Però, va usata…
Leggi tutto Difesa della Vita – ABORTO – Ma che dramma e dramma…!L’aborto è sempre omicidio
Le conseguenze della Legge 194/78, che ha legalizzato l’aborto in Italia e lo ha reso “garantito e gratuito” fino alla tredicesima settimana di vita del bambino, senza porre alcun limite, non si esauriscono nei circa 110.000 aborti che ogni anno vengono praticati in questo Paese, nei 5 milioni e mezzo di bambini uccisi in meno di quarant’anni, o in un tasso di abortività del 25% circa (cioè un bambino abortito volontariamente ogni 4 nati). La 194 ha prodotto altre conseguenze, non meno gravi e devastanti, che condizionano la nostra società e le relazioni individuali, causando squilibri ed orrori che ormai fanno parte della cronaca quotidiana. L’articolo che segue, pubblicato dal quotidiano Il Giornale, sabato 22 dicembre 2007 a firma di Cristiano Gatti, è un’intervista a Claudio Risè, psicoterapeuta, docente di Psicologia dell’Educazione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Milano Bicocca, autore di numerosi testi sulle problematiche più scottanti…
Leggi tutto L’aborto è sempre omicidioNon esiste una parte buona della 194!
L’articolo di Giacomo Rocchi, magistrato presso il Tribunale di Firenze, analizza il testo della legge 194 sull’aborto, e svela le reali intenzioni del legislatore nella composizione di un testo ambiguo e volutamente incoerente, il cui unico scopo era la piena liberalizzazione dell’aborto. Lettura indispensabile per evitare l’equivoco di credere che “se la 194 fosse ben applicata in tutte le sue parti sarebbe una buona legge”, vergognosa affermazione diffusa da movimenti pro vita che, in nome di pretese strategie di apertura al dialogo, hanno abbassato sempre di più il livello della battaglia, finendo per assumere posizioni di compromesso e scoraggiando qualsiasi tentativo di ricostruzione di un fronte veramente antiabortista in Italia. Intanto, in quasi quaranta anni di 194, sono stati uccisi 5 milioni e mezzo di bambini. (I corsivi tra parentesi sono della nostra redazione) Non esiste una parte buona della 194! di Giacomo Rocchi 1. In questo periodo, dopo il fallimento del referendum abrogativo della…
Leggi tutto Non esiste una parte buona della 194!La 194: e se la tocchiamo?
La legge che nel 1978 legalizzò l’aborto in Italia è considerata una sorta di totem, davanti al quale va ad infrangersi qualunque richiesta di revisione o anche solo di riflessione. Si arriva persino a dichiarare che la 194 non possa essere messa in discussione per il solo fatto di essere una legge dello Stato, quasi che, in questioni giuridiche, il fondamento della verità risieda nelle decisioni del Parlamento e non nelle realtà concrete riconosciute dal diritto naturale. Che gli abortisti – radicali, vetero-femministe e sinistri in genere – facciano di tutto per accreditare la intangibilità della 194 non meraviglia. Non è tollerabile, invece, che questa tesi non trovi valida opposizione da parte del fronte antiabortista, anche in casa cattolica. Da tempo, infatti, movimenti pro vita, per timore di irrigidimenti da parte abortista, hanno inaugurato una “strategia del dialogo” che evita qualunque opposizione diretta alla 194. Secondo questa fallimentare strategia, in…
Leggi tutto La 194: e se la tocchiamo?Le bugie degli abortisti
Periodicamente, ad ogni minimo cenno di una generica riflessione sull’attualità della legge sull’aborto, vivaci proteste si sollevano dal fronte femminista “in difesa della 194”, vero e proprio totem della cultura contemporanea. Uno dei mantra immancabili in queste occasioni è che la legge avrebbe sconfitto l’aborto clandestino e avrebbe addirittura dimezzato il numero totale degli aborti legali. Inutile precisare che neppure un argomento o un dato reale vengono citati a sostegno di questa tesi, per il semplice motivo che non ce ne sono e che si tratta del solito ritornello da mandare a memoria acriticamente. La verità è che la legge 194 ha permesso l’omicidio, legale, assistito e gratuito (cioè pagato con soldi pubblici), di 5 milioni e mezzo di bambini, ai quali vanno aggiunti un numero imprecisato (non inferiore a 40mila) di aborti precocissimi dalle 400mila “pillole del giorno dopo” vendute in farmacia ogni anno; ha attestato stabilmente il numero degli…
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