L’eutanasia è una forma di suicidio o di omicidio legalizzato, la cui orrenda realtà resta evidente nonostante il pesante maquillage fatto di definizioni ipnotiche e di presentazioni falsamente compassionevoli. Infatti, secondo una ben nota e collaudata tecnica – la “finestra di Overton” – messa in atto per abbassare il livello di repulsione che scatta naturalmente in ciascuno di noi di fronte a realtà aberranti, e che provoca l’immediata reazione, l’eutanasia viene propagandata come “pietoso rimedio”, dolce morte” o “uscita dignitosa”. Persone in perfetta buona fede, animate da sincera compassione per chi soffre, sono indotte a pensare che procurare a se stessi o a una persona cara una morte “dolce” e “dignitosa” possa essere non solo un atto lecito ma addirittura preferibile ed auspicabile, in caso di malattie lunghe e/o inguaribili. Per confutare questa follia, dovremmo addentrarci nell’analisi dell’ideologia totalmente anti-umana che trova espressione nell’eutanasia, e della cultura materialistica che ne è alla base, la quale attraverso il “giovanilismo”, l’efficientismo, il sensualismo, lo “scientismo” cerca di convincere l’uomo post-moderno di essere in grado…
Leggi tutto La “dolce morte” di Terri SchiavoTag: exit
10 tappe verso la dolce morte
L’articolo, apparso sul numero di novembre 2006 della rivista di apologetica Il Timone (www.iltimone.org), è una preziosa analisi della strategia in atto per giungere alla legalizzazione dell’eutanasia. Identica a quella utilizzata negli anni Settanta ed Ottanta per legalizzare divorzio e aborto, dimostra come il fronte anti-vita, giudato dai soliti Radicali, sia compattamente organizzato, pianifichi le proprie mosse scientificamente, conosca ed utilizzi perfettamente le tecniche della disinformazione e della manipolazione dell’opinione pubblica. Questa elaborata macchina distruttiva è necessaria per dare l’impressione che, quella che in realtà è una sparuta minoranza, sia invece interprete – ed avanguardia – della volontà della maggioranza. Si tratta di un’abile illusione ottica che rischia, però, di riuscire nel suo intento, se i cattolici e tutte le persone di buon senso non restano vigili e reattivi. L’autore, Mario Palmaro, docente di Filosofia del Diritto dell’Università di Padova e presso la Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, è stato una delle…
Leggi tutto 10 tappe verso la dolce morteSilvio Viale: chi era costui?
Nell’articolo di Stefano Lorenzetto, pubblicato su Il Giornale (2005), il ritratto del medico che ha avviato la sperimentazione della RU 486 in Italia. Raro esempio di coerenza, di una vita spesa per la morte, che nel 2016 è stato “premiato” con la candidatura nelle liste del PD, alle elezioni comunali di Torino. Per meglio sottolineare i propri “meriti”, il dott. Viale ha voluto comparire nelle immagini pubblicitarie della campagna elettorale con in mano le confezioni di Mifegyne, nome commerciale della pillola RU486. Vi sentireste garantiti se una ricerca sulla pranoterapia venisse affidata a Giucas Casella? E se una commissione d’indagine sul disturbo dell’identità di genere fosse presieduta da Platinette? Questo, grosso modo, è avvenuto a Torino con la RU486, la pillola brevettata per sopprimere il concepito entro il secondo mese di vita: a coordinarne la sperimentazione, poi bruscamente interrotta dal ministro della Salute, è stato chiamato il dottor Silvio Viale, ginecologo dell’ospedale Sant’Anna,…
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